I pendolari: «No al taglio degli Eurocity»

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La città declassata
Da giugno scenderanno da sette a due le corse dirette a Milano

(m.d.) I pendolari comaschi sono in attesa di chiarimenti da parte delle Ferrovie dello Stato dopo il taglio degli Eurocity che dal prossimo giugno salteranno quasi completamente la stazione di Como San Giovanni. E per tentare di porre rimedio a una situazione giudicata inaccettabile hanno chiamato a raccolta le istituzioni, a partire dalle Regione, per trovare le risorse necessarie per supplire a quella che i pendolari lariani definiscono «una scelta inspiegabile», che di fatto «cancella Como

dalle lunghe percorrenze proprio alle porte di Expo 2015».
«Da giugno 2014 – spiega Ettore Maroni, portavoce del Comitato dei pendolari lariani – il servizio dei treni Eurocity sulla tratta Como-Milano è destinato a subire una drammatica riduzione».
Dai sette convogli che oggi collegano direttamente il capoluogo comasco con la metropoli milanese in soli 33 minuti, senza fermate intermedie, ne resteranno infatti soltanto due. Un taglio secco che verrà effettuato sia nelle corse di andata sia in quelle di ritorno. Una decisione presa da Trenitalia, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce i collegamenti di lunga percorrenza e, in particolare, quelli internazionali, come appunto gli Eurocity che, arrivando dalla Svizzera, attualmente fanno scalo a Como per poi proseguire fino a Milano. Da giugno la maggior parte di questi Eurocity fermerà la sua corsa a Chiasso, senza più passare dalla stazione di Como San Giovanni.
«Noi abbiamo chiesto chiarimenti alle Ferrovie dello Stato, senza però ricevere finora risposte – afferma Maroni – Nei giorni scorsi abbiamo anche sollecitato l’intervento della Regione, della Provincia e del Comune di Como. La Regione, attraverso Trenord (la società costituita da Fs e Nord per gestire i collegamenti ferroviari in Lombardia, ndr) potrebbe infatti mettere a disposizione le risorse per finanziare la prosecuzione del servizio degli Eurocity. Ora siamo in attesa di un incontro con la Regione, che finora non si è mai sottratta al confronto con le nostre istanze. Il problema principale temo però che sarà quello del reperimento delle risorse, visti i tempi di crisi».
Secondo il rappresentante del Comitato pendolari Como-Milano l’azzeramento delle corse dirette tra i due capoluoghi di provincia rappresenterebbe un grosso problema. «I pendolari lariani dovrebbero infatti fare i conti non soltanto con un’offerta di treni nel complesso dimezzata – dice Maroni – ma anche con un drastico allungamento dei tempi di percorrenza, con pesanti conseguenze su chi ogni giorno fa grandi sforzi per conciliare il lavoro con le esigenze familiari».
I problemi, però, non si limiterebbero ai pendolari, ma investirebbero il fronte turistico, anche in vista dell’Expo. «I turisti in arrivo con gli Eurocity dal Nord Europa salteranno completamente Como – fa notare Maroni – Nessuno, infatti, sceglierebbe di pernottare in riva al Lario se non potrà contare su collegamenti diretti da e con la nostra città».

Nella foto:
La stazione di Como San Giovanni rischia di venire tagliata fuori dai collegamenti diretti

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