Cronaca

I presidenti comaschi degli Ordini ostentano tranquillità

Le reazioni alle verifiche
«I controlli fanno parte delle regole del gioco, l’importante è che avvengano nel rispetto di chi lavora»
Commercianti, albergatori e baristi hanno già sperimentato i blitz della finanza. La caccia ai furbetti dello scontrino e agli evasori arriva ora anche negli studi professionali.
Nessuna categoria esclusa. Ormai da quattro mesi, infatti, avvocati, medici, commercialisti, ingegneri e architetti lariani sono sotto controllo. Dal nostro territorio per ora non arrivano notizie di reati. Nel resto d’Italia, invece, le verifiche effettuate dagli uomini della guardia di finanza dall’inizio dell’anno hanno portano all’analisi della situazione finanziaria di 2mila studi professionali. E sono emersi 190 milioni di euro non dichiarati e Iva evasa per 32 milioni di euro. E come sempre sono stati smascherati casi eclatanti.
«Questi controlli fanno parte delle normali regole del gioco. È giusto metterli in pratica e per noi subirli – interviene Andrea Passarelli, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Como – L’importante è che vengano effettuati nel pieno rispetto del professionista».
«I tempi e le modalità non devono essere vessatori e rivolti esclusivamente alla caccia esasperata anche della più piccola irregolarità formale – prosegue il presidente – Non esageriamo con la spettacolarizzazione di simili operazioni e con la caccia alle streghe. Si rischia di esasperare gli animi e di spingere le persone anche a compiere gesti inconsulti», conclude.
Per adesso non sono arrivati dati sui controlli compiuti negli studi professionali della nostra provincia.
«Non ho ricevuto, fino a oggi, segnalazioni in merito – dice Leopoldo Marelli, presidente degli ingegneri lariani – Mi auguro solo che non ci sia un accanimento ingiustificato. Ben vengano le analisi ma senza arrivare a esasperare una realtà che è ancora fortemente segnata, per tutti noi, dalla crisi».
Superano il milione di euro i compensi non dichiarati e intercettati dalla finanza da un notaio di Napoli (1,4 milioni di euro), da un ingegnere di Caserta (1,3 milioni di euro) e da un architetto di Ascoli Piceno (1,1 milioni di euro). Questi i recordman.
«La nostra è una delle categorie sottoposte al maggior numero di verifiche fiscali – interviene Mario Mele presidente del Collegio notarile dei Distretti Riuniti di Como e Lecco – Detto questo ben vengano i controlli per stanare chi evade».
La necessità di effettuare le opportune verifiche, senza però metterle sotto i riflettori, viene ribadita anche dal presidente dell’Ordine degli architetti di Como.
«Si tratta di operazioni sicuramente condivisibili – spiega Angelo Monti, numero uno degli architetti lariani – Purché siano verifiche decorse, guidate dal solo intento di riuscire a stanare chi evade. Nessuno spazio, a mio avviso, alla spettacolarizzazione che non serve a centrare l’obiettivo».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Andrea Passarelli
11 maggio 2012

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