Cronaca

«I problemi alla stazione di Camerlata? Transitori»

La Regione risponde alle critiche di un lettore. «Nuovo scalo in arrivo»
(f.bar.) Una ventina di giorni fa aveva segnalato una serie di anomalie riscontrate alla stazione di Como Nord Camerlata, dopo un intervento di riqualificazione costato 1,4 milioni di euro. Ora è arrivata la risposta della Regione. «Da anni lavoro oltreconfine – spiega l’ingegner Giancarlo Stasi, già portavoce del Comitato pendolari Milano-Como-Chiasso – ma sono andato a osservare quanto realizzato a Camerlata, dove ero di casa».
Nella sua risposta, il Direttore generale infrastrutture e mobilità della Regione, l’ingegner Aldo Colombo, guarda avanti, alla nascita della futura stazione di interscambio, a Camerlata, tra la linea delle Nord e i binari dello Stato. Un’opera decisiva anche in vista di Expo.
Ma partiamo dalle lacune segnalate dall’ingegner Stasi. Innanzitutto il sottopassaggio realizzato a Camerlata è a 80-100 metri di distanza dallo scalo. Chi entra in stazione deve così tornare indietro, fare il sottopasso e poi altri 100 metri nella direzione opposta per arrivare al treno.
Per questo molti non lo utilizzano e attraversano direttamente i binari. Inoltre, nel parcheggio a lato della ferrovia, non sono stati previsti accessi alla banchina. Anche gli ingressi all’edificio della biglietteria presentano poi dei problemi legati alla ringhiera di protezione delle rampe per i disabili. «Si tratta di un’operazione che si inserisce in una prima fase transitoria – spiega nella sua risposta il direttore generale di Regione Lombardia – in vista della realizzazione della nuova fermata ferroviaria di Camerlata lungo la linea Milano-Como-Chiasso che consentirà ai pendolari un interscambio fra le due linee. I lavori eseguiti da Ferrovie Nord sono serviti per realizzare un sottopasso pedonale dotato di scale e ascensori per i disabili e per innalzare le banchine a 55 cm dai binari così da adeguare la stazione agli standard di sicurezza richiesti dalla normativa vigente. Ora si passa alla fase due».
La scelta del posizionamento del sottopasso è stata presa «per consentire la connessione fra l’attuale e la futura stazione, con la possibilità di passare dalla rete Rfi a Ferrovienord con un collegamento ciclopedonale che si innesterà proprio nel sottopasso».

Nella foto:
La distanza dei nuovi sottopassi dal punto in cui si sale sui treni è una delle anomalie segnalate dall’ingegner Stasi (Fkd)
12 ottobre 2014

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