I sindacati dei medici: «Non vaccineremo gratis»

Questa mattina è previsto l’incontro chiarificatore con i vertici dell’Asl di Como
«I medici di medicina generale non sono volontari e in Lombardia non esistono casi di colleghi che vaccinano i pazienti gratuitamente». Fiorenzo Corti, segretario regionale della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) della Lombardia, interviene nella polemica scoppiata a Como per la decisione dell’Asl di organizzare la campagna vaccinale contro l’influenza «a costo zero», ovvero chiedendo ai camici bianchi di fare le iniezioni ai malati senza ricevere alcun compenso.
Questa mattina, negli uffici dell’Asl di Como è in programma un incontro tra il direttore sanitario dell’azienda Carlo Alberto Tersalvi e i rappresentanti dei medici di base. La categoria però è già sul piede di guerra perché nei giorni scorsi il direttore generale Roberto Bollina ha ammesso chiaramente di non avere fondi per finanziare la campagna vaccinale.
Fino allo scorso anno, ai medici veniva riconosciuto un pagamento di 6,16 euro lordi per ciascun paziente vaccinato. Per l’imminente stagione invernale, il compenso dovrebbe essere ridotto a zero. Un’ipotesi che i camici bianchi non sembrano disposti ad accettare.
«Non esistono Asl lombarde nelle quali i medici vaccinano gratis», ha attaccato Giuseppe Enrico Rivolta, segretario regionale dello Snami.
Una situazione confermata anche dal segretario provinciale della Fimmg di Como Gabriele Moltrasio. «Solo per fare qualche esempio – ha spiegato Moltrasio dopo aver contattato personalmente i colleghi delle altre zone della Lombardia – a Bergamo, Brescia e Legnano i medici di famiglia non operano a titolo gratuito. Lo stesso vale per la Asl di Milano. A Mantova si discuterà della campagna vaccinale venerdì, ma dovrebbe essere riconfermato l’accordo dello scorso anno, che prevedeva il pagamento dei medici».
«Non abbiamo intenzione di escludere a priori i medici di medicina generale, anzi – ha precisato nei giorni scorsi Roberto Bollina – Quello che chiediamo loro è di mettersi una mano sulla coscienza e non sul portafoglio». Una richiesta che ha fatto ulteriormente infuriare la categoria, che denuncia di aver già fatto molteplici sacrifici alla luce della difficile situazione economica. La partita di questa mattina si annuncia delicatissima. Fino allo scorso anno, i medici di medicina generale garantivano l’80% delle vaccinazioni della campagna antinfluenzale. La buona riuscita dell’iniziativa era assicurata proprio dalla presenza capillare dei dottori di famiglia sul territorio. Senza la partecipazione della categoria, il rischio è di una inevitabile, drastica riduzione degli ambulatori vaccinali.
Le iniezioni infatti verrebbero fatte solo in alcune sedi dei distretti dell’Asl e nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, che nella maggior parte dei casi hanno già confermato l’adesione alla campagna vaccinale.
I disagi per i pazienti potrebbero essere notevoli, soprattutto per le centinaia di anziani che dovrebbero percorrere chilometri per raggiungere l’ambulatorio vaccinale più vicino. L’iniezione, è bene ricordarlo, sarà comunque effettuata gratuitamente agli over 65 e a tutte le categorie indicate come a rischio e quindi esenti dal pagamento del siero contro l’influenza. Il taglio dei fondi deciso dall’Asl di Como infatti riguarda solo i professionisti che dovranno effettuare materialmente le iniezioni.

Anna Campaniello

Nella foto:
Roberto Bollina

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