I sindaci di Fino e Cermenate: «Mai sottovalutato il problema. Qui anche tanta gente onesta»

altIl cancro della malavita
Roncoroni: «Continueremo a segnalare i sospetti»
(p.an.) «Non ho mai pensato di vivere in un’isola felice. A Fino Mornasco siamo tutti consapevoli che la criminalità organizzata è presente nel nostro territorio, anche nei consigli comunali nessuno ha mai sottovalutato il problema. Detto questo, scoprire che il cancro fosse di tali dimensioni oggi crea anche allarme sociale». Giuseppe Napoli, primo cittadino di Fino Mornasco parla dell’ondata di arresti dell’operazione Insubria. Sul suo territorio c’era una delle cellule. Le minacce che

ricevette nel maggio del 2012 erano messaggi del “locale” di Fino.
«Scoprire che quello non fu il gesto di uno stupido (qualcuno mise una croce con una foto del sindaco e una bomba a mano al cimitero ndr), ma qualcosa di più serio ordinato dalla malavita è preoccupante. Dobbiamo tenere sempre alta la soglia di attenzione. Io però devo soprattutto tutelare tutta la brava gente che vive qui. Che si alza la mattina presto per lavorare e non ha nulla a che fare con questa minoranza – aggiunge Napoli intervistato da Alessandra D’Angiò di Etv – Allora ebbi paura per i miei familiari soprattutto, ma si deve sempre guardare avanti e cercare di essere positivi».
«Io, dopo le minacce, mi sono comunque ricandidato e ho vinto le elezioni – ricorda Napoli – Abbiamo ancora tante cose da fare qui, con la collaborazione dei cittadini onesti. Credo che il messaggio mandato dalle forze dell’ordine e dalla Magistratura sia stato molto forte. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare gli inquirenti, carabinieri e polizia, per il lavoro che hanno svolto».
In giro per il paese, intanto, nessuno ha voglia di commentare. La stessa situazione che si vive tra le strade di Cermenate, l’altra sede della cosca comasca. E così, anche qui è soltanto il sindaco, Mauro Roncoroni, a parlare alla cronista.
«Nessuno si è mai sentito indenne dal cancro della malavita organizzata – dice Roncoroni – ma davanti a questi dati si rimane sconcertati».
Cermenate, con la casa confiscata ai mafiosi e ora gestita dal Progetto San Francesco, è diventato un simbolo della lotta alla criminalità organizzata.
«In gennaio vorrei far partire un corso di formazione per amministratori – dice Roncoroni – perché sappiamo che la malavita cerca spesso di infiltrarsi anche nei Comuni».
Il sindaco dice però di non avere paura. «Io sono un ottimista per natura – spiega – e sono convinto che la nostra comunità abbia anche tanti anticorpi per combattere la ’ndrangheta. Quando le istituzioni funzionano e ci sono tante persone pulite e oneste come a Cermenate, il cancro si può rimuovere».
Cosa chiedere ai concittadini? «Di segnalare sempre movimenti e azioni sospette – prosegue – Per le forze dell’ordine le segnalazioni sono fondamentali».
Resta l’amarezza dei sindaci e dei cittadini di fronte ai dettagli emersi in queste ore sul modus operandi, dalle estorsioni alle cerimonie di affiliazione, di criminali attivi non in Calabria o in Sicilia, ma alle porte di Como, a Fino Mornasco e a Cermenate.
Anche il primo cittadino di Como, Mario Lucini è intervenuto sul tema. «C’è preoccupazione è evidente, ma il lavoro svolto dalla Procura antimafia di Milano e dalle forze dell’ordine del territorio ci rassicura. Certamente dovremo mantenere alta l’attenzione anche a Como» ha detto Mario Lucini.

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