I tempi e i costi per abbattere e ricostruire il ponte sulla Novedratese

La deviazione a Carimate dopo la chiusura del ponte

Abbattere e ricostruire il ponte di Carimate sulla Novedratese costerà 300mila euro. Una cifra nella quale sono inclusi l’Iva e i lavori necessari alla creazione del bypass per i residenti. Euro più, euro meno, è questo l’ordine di grandezza stimato dalla Provincia di Como, che si sta occupando dei lavori per la ricostruzione del ponte danneggiato lunedì mattina da un mezzo pesante. Lavori assegnati non tramite un bando, ma con la procedura di somma urgenza, come previsto in casi simili.

«Settimana prossima – spiega il dirigente provinciale Bruno Tarantola – inizieremo la demolizione del ponte. Non prima di avere la disponibilità dei nuovi pezzi: la costruzione delle travature è già cominciata lunedì e servono sette giorni per l’asciugatura e la finitura dei componenti».

Comune di Carimate e Provincia ora chiederanno i danni all’azienda proprietaria del camion che ha danneggiato irreparabilmente il ponte. «Abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di stendere un testo di richiesta di risarcimento che tenga conto di tutti i lavori resi necessari dal danneggiamento».

Ieri la strada sotto il ponte è stata temporaneamente riaperta per i duecento residenti che altrimenti rimarrebbero isolati, ma da oggi verrà chiusa poiché sarà allestito un bypass.
«Saranno mesi molto impegnativi. Il traffico di Cantù è già soffocante, la chiusura della Novedratese ci metterà in seria difficoltà». Alice Galbiati, vicesindaco di Cantù, è seriamente preoccupata. La viabilità nella Brianza comasca è messa a dura prova dalla chiusura del tratto finale della Novedratese, in direzione Lentate sul Seveso, a causa del ponte danneggiato lunedì da un camion con un carico troppo alto che ha tranciato parte delle travi del sovrappasso.

La provinciale è percorsa ogni giorno da migliaia di auto e camion: mette in connessione la superstrada 36 Milano-Lecco (dunque il traffico da e per Lecco e Bergamo) con la statale 35 Milano-Meda, per poi proseguire nella Bassa Comasca in direzione Varese.

«Ho già sentito l’ingegner Tarantola della Provincia – spiega Galbiati – dobbiamo cercare di velocizzare e snellire il semaforo del ponte di Asnago, sulla ferrovia, altrimenti la coda arriverà a Cermenate. Saranno mesi di passione, immagino il disagio di chi dovrà sorbirsi ogni giorno lunghe code. Automobilisti o residenti. Questa emergenza è l’ennesima riprova della necessità della Canturina Bis, che sgraverebbe il centro abitato dal traffico di attraversamento».

Da parte sua anche il sindaco di Novedrate Serafino Grassi ammette che saranno mesi difficili quelli che il paese ha di fronte. «Ringrazio i volontari, la protezione civile e i carabinieri in congedo che ci stanno dando una mano – afferma – abbiamo un solo vigile urbano e con un bando puntiamo a raddoppiare l’organico a breve, ma la situazione è pesante, a memoria d’uomo non abbiamo mai avuto emergenze simili».

«Spero che la lezione ci serva – sottolinea Grassi – e che tutti insieme, Comuni coinvolti e Provincia, si possa metter mano seriamente alla riqualificazione di questo asse viario strategico per il territorio. Non è possibile che questa zona della Brianza comasca, dove si sono insediate aziende di rinomanza mondiale, debba soffrire per una carenza infrastrutturale simile. Spero che da un male possa venire un bene: le condizioni di vivibilità sono già difficili nell’ordinario e gli automobilisti lo vivono sulla loro pelle tutti i giorni, ma in uno stress test simile saremo duramente messi alla prova».

Il sindaco di Mariano Comense Giovanni Marchisio è ancor più drastico sull’argomento: «Il peggio si concentra tra Novedrate, Carimate e Lentate, su una direttrice che sostiene un traffico già di per sé molto pesante. Ma l’effetto domino coinvolge anche noi. Ora siamo al colmo: altro che tre mesi di lavori, è bastato un giorno di caos. Così ci si renderà conto che la Novedratese è un asse strategico su cui è fondamentale intervenire».

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