I teneri consiglieri provinciali e il «doveroso ristoro»

Palazzo di vetro
di Emanuele Caso

Poveri! Teneri! Cuccioli! Sono queste le prime tre esclamazioni che mi sono sgorgate dal cuore di italiano verace quale ritengo di essere. Confesso che ho persino avvertito inumidirsi gli occhi, quando sono arrivato a leggere il punto specifico. Parlo di un documento reperibile a Villa Saporiti, dove finalmente si rende giustizia ai nostri poveri, teneri, cucciolosi consiglieri provinciali. I quali, invero, non hanno alcuna responsabilità materiale nella redazione di titolo e contenuto della seguente

determinazione, messa nero su bianco dagli uffici.
Trattasi del «servizio di somministrazione di bevande e alimenti di piccolo ristoro in occasione delle riunioni del consiglio provinciale e delle commissioni provinciali per l’anno 2011». Teneri, cuccioli affamati. Mi ricordano la mia infanzia, quando a metà pomeriggio – tra una tabellina e l’altra – mi giravo verso mammà con gli occhi languidi per pietire una fetta di pane e nutella.
Ora, non c’è naturalmente nulla di male – anzi – a che gli eletti di Villa Saporiti, durante le notorie, massacranti sessioni politiche, si concedano una pausa. Soprattutto quando i lavori vanno a sera. Ma quando il funzionario di turno ci scrive che è «doveroso» – sì «doveroso» – per la collettività «assicurare agli amministratori un minimo ristoro, consistente nell’erogazione di acqua, bevande» e «piccoli snacks», io mi intenerisco. Perché vedo i nostri ossuti e affamati amministratori con lo stomaco vuoto rinunciare persino al sostentamento pur di lottare per il nostro futuro. E allora sì, condivido: è «doveroso» fornire loro «brioches, patatine e simili».
Teneri, i nostri eroi-patatoni. Serve la nutella?

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.