I testimoni “intrappolati” nella rapina in A9: «Sparavano a raffica, uno solo comandava»

© FKD/F.DIOTTI | COMO. .

«Sparavano, colpi a raffica e singoli. Avevano il passamontagna ma solo uno parlava e gli altri eseguivano. Poi sono saliti in macchina e sono scappati». All’udienza del processo per la rapina del secolo in A9, ieri hanno testimoniato gli automobilisti che erano presenti sul luogo dell’agguato la mattina dell’8 aprile 2013, giorno del colpo da 10 milioni di euro quasi interamente in lingotti d’oro.
Sulla corsia opposta, da Como a Milano, arrivava un altro furgone blindato con a bordo due guardie giurate che immediatamente si resero conto di quello che stava avvenendo. Una di loro scese anche dal blindato e corse incontro ai colleghi nel tentativo di aiutarli ma fu costretta a rimanere a cavallo del guardrail a circa 200 metri dallo svincolo di Turate. «Abbiamo udito colpi a raffica e altri singoli – ha testimoniato davanti al collegio di Como – Abbiamo capito che si trattava di una rapina e pensavamo che i nostri colleghi stessero rispondendo al fuoco. Abbiamo fermato il furgone blindato e io sono corso incontro per vedere cosa avveniva. Ho scavalcato il primo guardrail ma mi sono reso conto che a sparare erano solo i rapinatori. Mi sono fermato e ho visto che scaricavano un flessibile da un camion. Poi ho abbassato un attimo lo sguardo e quando l’ho rialzato stavano già scaricando sacchi e involucri dal blindato. Poi ho sentito anche un colpo pesante, era la cassa dell’oro». «Uno solo parlava e dirigeva gli altri – ha proseguito la guardia giurata – Non ho capito cosa diceva, però, ero lontano. Poi ad un certo punto hanno lanciato un fumogeno e dei petardi in serie per simulare la sparatoria ancora in corso mentre invece stavano scappando».
L’allarme era nel frattempo già stato lanciato dal collega che era rimasto sul blindato.
In mezzo ai rapinatori rimase invece un Tir che trasportava frutta e verdura. «Sono scesi dalla macchina – ha testimoniato l’autista – Erano incappucciati. Uno dei rapinatori è venuto verso di me e mi ha intimato di spegnere il motore e di dargli le chiavi (che furono poi gettate e ritrovate lungo l’autostrada, ndr). Sono rimasto sulla cabina del tir, non capivo più niente. Poi sono saliti in macchina e sono scappati».
Ma c’è anche chi non si è accorto di cosa avveniva. Come un automobilista che scendeva verso Milano e che si trovò di fronte al primo camion di traverso e incendiato lungo la carreggiata Sud, poi nella carreggiata Nord vide gli alti Tir usati per bloccare la circolazione e impedire l’arrivo delle forze dell’ordine. «Chiamai mia moglie – ha testimoniato l’automobilista in aula – e le dissi: mamma mia che giornata, in pochi metri ben tre incidenti». Invece in quei pochi metri non c’erano incidenti, bensì stavano sparendo nel nulla dieci milioni di euro in lingotti d’oro.

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