I Tir, la crisi economica e «L’Italia senza speranza»

Il dariosauro
di Dario Campione

Prima gli agricoltori, poi i camionisti. Quindi i pescatori. E ancora: gli studenti, i disoccupati, gli ambulanti. L’Italia è una polveriera. La crisi economica ha spostato d’improvviso l’asse della discussione politica dal “Che fare?” al “Come salvarsi?”.
Nelle strade sono spuntati i forconi, metafora non soltanto linguistica della stanchezza e della rabbia dei cittadini. I quali appaiono sfiduciati, rassegnati, spaventati soprattutto dal futuro.
Un gruppo pare non troppo numeroso
di autisti, una “sigla” come si dice facendo riferimento alle appartenenze sindacali, si è messo letteralmente di traverso sulle strade. E ha prodotto il caos. Tre giorni di agitazione hanno svuotato i supermercati, prosciugato le cisterne di carburante, messo in crisi un sistema economico-sociale.
La politica sembra inerme. Con il governo tecnico in carica, è difficile persino scovare qualche responsabilità. Si annunciano iniziative drastiche, ma nessuno in realtà si assume l’onere di andare sino in fondo. Davvero non è chiaro quale possa essere la via d’uscita da questa situazione angosciante.
L’ultimo capitolo dell’ultimo libro di Giorgio Bocca, uscito postumo qualche giorno fa, si intitola «L’Italia senza speranza». Scriveva Bocca: «Se qualcuno ti chiede che ne sarà degli italiani, se li aspettano tempi felici o nuove sventure, non sai bene cosa rispondere, ti rivolgi anche tu allo stellone che dovrebbe proteggerci. Ma perché poi?». Già, perché?
Di questo parliamo stasera, in diretta su Etv, a partire dalle 23. Dell’Italia che verrà. Se verrà.
Ospite in studio Ezio Zanchi, uno dei leader della protesta di Tir bergamaschi.
dariosauro@espansionetv.it

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