I viaggi ai tempi del Coronavirus: preoccupazioni e diritto di recesso

Temperatura corporea per passeggeri e equipaggi internazionali

Problemi per l’incoming turistico sul Lago di Como e in Lombardia, ma pure per chi deve gestire i viaggi di lavoro e le vacanze. Gli annullamenti di tour e partenze sono all’ordine del giorno, come spiegano gli operatori del settore.
«Le aziende sono state le prime a sospendere i viaggi e gli eventi – dice Elena Redenti, titolare di un’agenzia specializzata – Stavamo organizzando un appuntamento a Budapest per un grande gruppo, ma il cliente ha chiesto di posticipare. C’è grande incertezza. L’italiano che va all’estero è preoccupato anche dei controlli negli aeroporti, il recente caso delle Mauritius è emblematico. So di grandi convention già annullate. Per il nostro settore il problema non è tanto il rinvio di un evento in un altro periodo dell’anno, quanto l’eventuale cancellazione» dice l’imprenditrice.
«Il settore ci ha abituato all’elasticità, ma il momento è molto delicato – spiega Stefano Vigoni, titolare di Ablodé Consulenze Turistiche – Non abbiamo particolari problematiche su clienti in questi giorni, ma la speranza è che l’allerta virus si risolva in fretta. In occasione di altre emergenze, ovvero guerre e attentati, le destinazioni hanno ricominciato a essere prese in considerazione dopo diverso tempo, penso per esempio a Egitto e Tunisia dopo la primavera araba. Se il virus dovesse arrivare in Africa, poi, si fermerebbero tutte le destinazioni dei safari».
«Seguiamo passo a passo l’evoluzione della situazione – dice Fabrizio Riva, titolare dell’agenzia La Diligenza di Anzano – I tour operator forniscono giorno dopo giorno gli aggiornamenti del caso».
Mauro Antonelli, presidente provinciale dell’Unione Consumatori, spiega invece come comportarsi se si vuole annullare un viaggio.
«Il diritto di non andare in tutte le “zone rosse” o disdire pacchetti è tutelato dal codice del turismo – rimarca Antonelli – In questi giorni i nostri sportelli sono tempestati da richieste di chiarimento dei consumatori, per colpa delle troppe fake news che circolano. In caso di pacchetto turistico – aggiunge – il consumatore ha diritto di ottenere il rimborso integrale dei pagamenti fatti non solo se il pacchetto turistico è cancellato dal tour operator, ad esempio per decisione del Governo, come nel caso delle gite scolastiche, ma può recedere dal contratto anche se nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze si sono verificati casi di Coronavirus».
«Se invece non ci sono casi di Coronavirus – aggiunge – ma, prima della partenza, il tour operator è stato costretto a modificare i servizi, allora il viaggiatore può accettare la modifica, oppure recedere».
L’Unione Consumatori ha elaborato un vademecum con le indicazioni di recesso e rimborso per i voli aerei, le partite di calcio a porte chiuse, gli spettacoli annullati nei teatri e i concerti: è consultabile sul sito www.consumatori.it

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