I volontari antidegrado incrociano le braccia: “Non sostituiamo chi è pagato per pulire”. E parte l’esposto in procura

volontari antidegrado associazione per Como pulita

“Domenica prossima, per la prima volta dalla fondazione della nostra associazione (2013), i nostri volontari hanno deciso di non effettuare operazioni di pulizia”. Lo annuncia su Facebook “Per Como Pulita”, l’associazione insignita nel 2017 dell’Abbondino d’Oro dal Comune di Como per i suoi meriti sociali. “Un’associazione di volontari deve affiancare e sopperire alle fisiologiche carenze gestionali della propria città – si legge nel comunicato sul social – non sostituire chi ne è preposto e retribuito”.

Gianluca Vicini, tra i fondatori e portavoce del sodalizio, commenta: “Abbiamo sempre cercato il confronto con le istituzioni ma non sempre si può stare alla finestra. Constato che la città galleggia, i vandalismi sono in aumento. non c’e contrasto adeguato e la manutenzione lascia a desiderare. Per cui il nostro impegno viene vanificato da un contesto che rimane degradato nell’ordinaria amministrazione. Una città non può reggersi sul volontariato e non è nemmeno giusto che lo faccia. I volontari danno una mano, affiancano chi è responsabile e pagato, ma l’ordinario va fatto dalle istituzioni”.

Non è una questione politica, precisa Vicini. “Il degrado che vedo da volontario e da cittadino si vede da anni. Basta tirare a campare. E non facciamo sciopero per questione di soldi: il Comune ci dà 1250 euro l’anno. La questione è ben diversa. Ha presente le foto che mettiamo su Facebook? Quelle di pochi giorni fa sono già superate: sono tornati a sporcare. E il nostro non è nemmeno un attacco alla polizia locale: ma siamo convinti che sia arrivata l’ora di un contrasto forte all’onda del degrado. Servono punizioni esemplari e un controllo capillare. L’inerzia è totale”. Il Comune di Como dopo il vostro annuncio di sciopero per domani si dice disposto a incontrarvi. “Incontri con gli amministratori li abbiamo avuti da sempre negli anni, c’è dialogo ma qui la questione è più ampia, è che non c’è un progetto per una città pulita, che governi nelle cose minute la manutenzione della città, e per una città turistica l’immagine è tutto. Como anche grazie a noi si è data una mossa in questi sette anni che siamo in campo, ma ora è il momento di dire basta. Invieremo alla procura un fascicolo con i graffiti su cui siamo intervenuti di recente, come abbiamo promesso di fare da tempo. E sono dell’idea che se non ci sarà un cambio di passo per quanto ci riguarda alcune operazioni che abbiamo in mente di fare in città saremo costretti a sospenderle in attesa di tempi migliori. I segnali vanno dati”.

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1 Commento

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    Laura , 29 Agosto 2020 @ 13:41

    Bravi . chi prende una retribuzione per pulire pulisca! Le associazioni possono aiutare ma non sostituire altrimenti si e’ presi per fessi.

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