Iaccino: «I ladri arrivano anche dalle altre regioni e non serve l’impiego dell’esercito»

«I ladri che colpiscono in riva al Lario arrivano da tutte le parti, non soltanto dalle province limitrofe, ma anche dalle regioni vicine. Il nostro è un territorio ricco, dunque attira predatori». Sergio Iaccino, segretario organizzativo del Sindacato italiano lavoratori di polizia Silp-Cgil di Como, interviene sul tema dell’emergenza furti.
I dati sulla qualità della vita pubblicati nei giorni scorsi dal “Sole 24 Ore” hanno relegato il Lario, come avviene ormai da anni, in fondo alla classifica sulla piaga dei furti nelle abitazioni su scala nazionale. Su un totale di 110 province, infatti, Como è al 104° posto, Lecco al 105°. Nella nostra provincia ogni 100mila abitanti ben 625 hanno subìto un furto (i dati sono relativi al 2015), mentre nel Lecchese gli appartamenti svaligiati sono stati 629, sempre ogni 100mila abitanti.
«Il pendolarismo dei ladri è un fenomeno che esiste certamente – afferma Iaccino – però sarebbe utile anche riflettere sulle risorse e sugli investimenti che riguardano le forze dell’ordine. Per quanto riguarda la polizia di Como, negli ultimi dieci anni su cinque agenti che, per vari motivi, se ne sono andati, ne è stato rimpiazzato uno soltanto. Le persone, insomma, non sono praticamente mai state sostituite e di conseguenza l’età media degli operatori si è alzata. Ciò significa che se lavori sulle volanti, lo devi fare per venticinque o trent’anni, ed è un’attività che logora».
Secondo il segretario organizzativo del Silp lariano, al centro delle politiche dei governi sul fronte della sicurezza vi dovrebbe sempre essere la formazione professionale degli agenti e la giusta considerazione del lato umano dei compiti che sono chiamati a svolgere.
«Noi agenti – spiega Iaccino – dobbiamo intervenire in aiuto dei cittadini, pertanto dobbiamo essere preparati non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche da quello delle relazioni con le esigenze, le difficoltà, le paure delle persone. E quando una famiglia o un anziano subiscono un furto, lo shock non è da poco».
Le forze dell’ordine non soltanto devono fare i conti con organici ridotti, ma devono affrontare sempre più compiti.
«La gestione dell’immigrazione costituisce per esempio un problema perché, inutile nasconderlo, richiede impegno e assorbe risorse – sottolinea il sindacalista – A livello nazionale è stato calcolato che soltanto risparmiando i servizi burocratici legati ai flussi migratori, si potrebbero recuperare tra i 5mile e i 6mila poliziotti da impiegare sulle strade e nel controllo del territorio».
E a proposito di controllo del territorio, Iaccino ricorda che l’impiego dell’esercito, richiesto e ottenuto di recente dal sindaco di Milano Beppe Sala, è inutile. «Io sono totalmente contrario – conclude il segretario organizzativo del Silp-Cgil di Como – I militari non possono fermare le persone sospette, non possono inseguire i ladri o i rapinatori perchè devono, appunto, presidiare un luogo e non possono allontanarsi. Il controllo del territorio deve essere dinamico e lo dobbiamo e possiamo fare noi, assieme ai carabinieri».

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