Iantorno: «Azionariato popolare per salvare il Politeama»

L’assessore al Patrimonio: «Studieremo l’iniziativa. E faremo un open-day»
La rinascita del glorioso cine-teatro Politeama potrebbe essere imminente. Settembre sarà il mese decisivo. La storica struttura di via Gallio, chiusa dal 2005, si è nel frattempo trasformata in un’enorme scatola dei ricordi. Girovagando per la sala avvolta dal buio, sbirciando nei palchi e addentrandosi in galleria si respira ancora l’atmosfera – ormai un po’ troppo impolverata – della Belle Époque comasca.
All’interno del cinema, perla architettonica inaugurata nel 1910, tutto si è fermato a 7 anni fa. Andato in scena
 l’ultimo spettacolo – un thriller con Kim Basinger la cui locandina campeggia ancora accanto alla biglietteria – sull’immobile sono calati il silenzio e il degrado. Si sono spente le luci e il tempo ha cominciato la sua inarrestabile opera di erosione.
«È nostra ferma volontà recuperare la struttura – spiega l’assessore al Patrimonio del Comune di Como, Marcello Iantorno, che ieri mattina ha compiuto un sopralluogo – Abbiamo avuto contatti con i privati che detengono ancora il 16% della proprietà (il Comune ha il restante 84%), si sono dimostrati disponibili. Subito dopo l’estate stringeremo i tempi per acquisire le quote restanti e partire con un programma di recupero».
Il lavoro sarà tanto. Le condizioni dell’edificio sono disastrose. Il tetto è una delle parti che dovranno essere immediatamente ristrutturate. Anche la sala è fatiscente. Il vecchio orologio posizionato sopra lo schermo è fermo sulle ore 10.20 e le sedie cadono in pezzi. Le assi del palco scricchiolano in maniera sinistra. E il buio che invade la sala nasconde molte altre magagne.
In passato si parlò del Politeama come sede distaccata del Conservatorio di Como, utilizzabile anche dal Politecnico per il corso di ingegneria del suono. Si avanzarono proposte anche per un recupero come struttura ricettiva di una parte dell’immobile. Si elaborarono diversi progetti che però rimasero tutti sulla carta.
«Vogliamo finalmente restituire alla città questo pezzo di storia – aggiunge Iantorno – A settembre abbiamo anche intenzione di riaprire per un giorno il cine-teatro. Creare un evento per richiamare la popolazione. Organizzeremo una visita guidata per far vedere in che condizioni è la struttura e far capire la necessità di far rivivere il Politeama».
Per sistemare l’edificio ci vorranno dai 4 ai 5 milioni. «Una somma importante che potrà essere recuperata solo grazie all’intervento dei privati», dice Iantorno. Spunta anche un’altra ipotesi suggestiva. «Sarebbe bello studiare un modo per coinvolgere i comaschi, con una sorta di azionariato popolare, magari con quote minime», chiude Iantorno. «Bisogna agire in fretta – ammonisce il presidente della società Politeama Srl, Davide Fent – Il Politeama deve tornare al vecchio splendore».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La facciata principale del Politeama su via Gallio. La struttura presente in maniera visibile i segni del tempo (foto Fkd)

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