Cronaca

Ica, ecco i ricorsi degli artigiani

altTasse e tributi
E oggi partono le prime 300 raccomandate indirizzate in via Dottesio e a Palazzo Cernezzi

“Chi di contravvenzione ferisce di ricorso perisce…” la frase pare un azzardo, ma da ieri Ica Srl, concessionaria per la pubblicità per conto del Comune di Como, che ha emesso circa 1.500 verbali per irregolarità riscontrate sulle vetrine della città deve fare i conti con il cosiddetto riflusso.
Confcommercio Como spedirà infatti oggi alla sede dell’Ica di via Dottesio i primi 300 ricorsi in autotutela. La legge consente infatti a chiunque di presentare un ricorso direttamente all’ufficio

che ha emanato l’atto contestato o, in caso di grave inerzia, a quello gerarchicamente superiore. Si tratta di una normale richiesta, in carta semplice, che non necessita di formule particolari purché inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno. Trecento copie del ricorso arriveranno quindi anche a Palazzo Cernezzi. I ricorrenti in carico a Confcommercio sono oltre 500 e nei prossimi giorni partirà quindi una seconda valanga di raccomandate.
Non è solo l’ente di via Ballarini a muoversi contro le multe per la pubblicità. Ieri, Giuseppe Frezza, funzionario provinciale della Cna, ha portato a mano un ricorso all’Ica e nei prossimi giorni verranno spediti una cinquantina di documenti.
Nel mirino di Ica sono finiti infatti anche diversi artigiani di servizio, dalle estetiste alla termoidraulica, dai parrucchieri alle gelaterie artigianali.
«Ho portato di persona il primo ricorso di un associato, visto che la scadenza era ormai prossima – spiega Frezza – Mi è sembrato che l’addetto di Ica mi guardasse un po’ male. Volevo dire: siamo soltanto all’inizio, vedrà nei prossimi giorni…».
Frezza spiega che, fin dalle prime contravvenzioni, gli associati hanno iniziato a chiedere informazioni su come difendersi da questa stangata.
«Naturalmente non tutti i casi sono uguali – dice Frezza – Noi analizziamo contravvenzione per contravvenzione. Il ricorso in autotutela infatti non comporta costi diretti, però non ferma l’iter della multa. Se invece si sceglie di pagare entro 60 giorni si ha uno sconto del 30%. Così, se vediamo che l’associato è in difetto e che il ricorso non potrà essere accolto, consigliamo di pagare. Dipende anche dagli importi delle multe».
C’è però chi ha scelto di ricorrere anche per multe di poche decine di euro.
«Certo – spiega Frezza – Per alcune categorie, il Comune ha già assicurato la buona riuscita del ricorso: parliamo dei locali multati per i listini dei prezzi, dei franchising. Poi c’è chi ricorre perché considera le multe sulla pubblicità una vessazione, in un periodo dell’anno in cui le imprese devono già fare fronte a decine di scadenze. Il Comune non può pensare che siano sempre gli artigiani a riempire le casse vuote della pubblica amministrazione».

Paolo Annoni

Nella foto:
A sinistra, un addetto alla consegna delle raccomandate. Trecento lettere partono oggi con i ricorsi in autotutela contro le multe elevate da Ica per la tassa sulla pubblicità. Sopra, la sede comasca della società, in via Dottesio. A destra, uno dei commercianti che ha inscenato una singolare protesta dopo aver ricevuto le cartelle di Ica
21 Novembre 2013

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