Ictus, intervenire in tempo utile è la prima cura

altParte una campagna di sensibilizzazione negli ospedali Sant’Anna e Valduce
(a.cam.) Mille comaschi, ogni anno, vengono colpiti da malattie cerebrovascolari, nell’80% dei casi da forme ischemiche. Solo il 20% di questi pazienti però viene trattato in tempi rapidi, evitando così complicanze e danni spesso permanenti. «Riconoscere l’ictus ai primi sintomi è fondamentale», è dunque il messaggio ripetuto dagli specialisti ieri, in occasione della “Giornata mondiale per la lotta all’ictus”.
Le terapie salvavita devono essere avviate entro 3-4 ore dalla comparsa

dei sintomi, come ripetuto dagli specialisti nell’ambito della campagna “Stop all’ictus”. I campanelli d’allarme sono perdita di forza o di sensibilità, difficoltà nel mantenere l’equilibrio, confusione o disturbo nella parola, annebbiamento o perdita della vista, violenta cefalea.
«In caso di sintomi di questo tipo – è il messaggio della campagna – è importante non perdere tempo, chiamare i soccorsi e farsi portare in ospedale».
Sul fronte della prevenzione, è fondamentale non fumare e non eccedere nell’alcool, fare attività fisica, controllare peso e pressione arteriosa e seguire i consigli del medico curante.
La campagna di sensibilizzazione è stata promossa a Como da Alice, Associazione Lotta all’Ictus, in collaborazione con gli specialisti delle stroke-unit, i reparti per il trattamento dell’ictus disponibili negli ospedali Sant’Anna e Valduce.

Nella foto:
Un medico visita una paziente all’ospedale Sant’Anna nella nuova unità operativa contro l’ictus (foto Fkd)

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