Ideata da un cardiologo del Sant’Anna la maglietta a infrarossi che riscalda

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Innovazioni lariane
Il filato in bioceramica permette anche di rinfrescare il corpo

(f.bar.) Un filato in bioceramica in grado di emettere raggi infrarossi. E di termoregolare il corpo in tutte le situazioni, anche quelle più estreme. Non si tratta di fantascienza ma di realtà. Un giovane cardiologo dell’ospedale Sant’Anna, Giovanni Russo, classe 1974, ha realizzato, assieme ad altri soci, una maglietta che sfrutta questa innovativa tecnologia.
Il progetto si chiama “Warm Wild” e ha già fatto parlare di sé alla recente Fiera internazionale dell’abbigliamento sportivo

(Ispo) di Monaco dove è stata premiata tra i finalisti del contest “prodotto innovativo dell’anno”.
«In Giappone sono stati fatti studi importanti, pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche, che hanno dimostrato come cardiopatici anche gravi possano trarre beneficio dai raggi infrarossi – spiega Russo – Proprio partendo da queste considerazioni ho sviluppato questa maglietta, brevettata assieme al tessuto. Tra le caratteristiche della bioceramica e degli infrarossi c’e la termoregolazione che ne consente l’utilizzo sia al caldo che al freddo. L’abbiamo testata in un range di temperature comprese tra i -38 gradi del Canada fino ai +36 gradi di Como».
Ciò si è tradotto, almeno per ora e in attesa dei futuri test anche in campo medico, nella creazione di un indumento da utilizzare sia per le imprese sportive estreme che per quelle amatoriali. «Pochi giorni fa – racconta il medico – ho praticato sci di fondo a Livigno con -8 gradi indossando solo la maglietta e un leggero impermeabile senza avere problemi. È stata testata anche al Polo e ha consentito di muoversi solo vestendo la maglia e poco altro».
Il filato in bioceramica e gli infrarossi stimolano infatti la microcircolazione e inducono una vasodilatazione così da garantire sempre una temperatura costante senza dispersioni di calore in caso di freddo e accumuli fastidiosi con temperature elevate.
«Ovviamente – dice Russo – mi sono confrontato, durante la fase di studio, con molti imprenditori di Como, patria del tessile. E alla fine siamo riusciti nell’intento». Il filo utilizzato è un polimero (macromolecola) modificato che contiene la bioceramica. Quest’ultima altro non è che un insieme di 26 metalli che, scaldati a 1.600 gradi, emette di continuo raggi infrarossi.
«Le nanoparticelle di questi raggi vengono poi inglobate nel filo con il quale è fatta la maglietta. Gli infrarossi penetrano nell’organismo producendo effetti benefici di termoregolazione», conclude Russo che ribadisce, con una punta di orgoglio, come si tratti di un prodotto totalmente “made in Italy”.

Nella foto:
Giovanni Russo, cardiologo dell’ospedale Sant’Anna

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