Cronaca

Il 118 festeggia i primi 20 anni. «La vita di chi salva la vita»

Landriscina: «Un compito difficile, anche dopo tanta esperienza»
Il telefono che squilla. Pochi secondi per capire chi stia chiamando, da dove e quale sia l’emergenza. L’ordine alla squadra più idonea a intervenire. Il battito accelerato del cuore anche quando sembra si tratti di un intervento di routine, già fatto chissà quante altre volte.
Immaginate questa scena, ripetetela un milione di volte e avrete un’idea dei 20 anni di storia del 118 di Como. Un traguardo celebrato ieri al Teatro Sociale. Una festa dedicata personalmente a ciascuno
degli operatori, tecnici, infermieri, medici e soccorritori e a ciascuno degli oltre 2.500 volontari che ogni giorno, 24 ore su 24, permettono alla complessa e indispensabile macchina dell’emergenza e urgenza di funzionare.
Sempre, senza un secondo di pausa. Anche ieri, in un giorno speciale. Perché mentre le sirene di una ventina di mezzi di soccorso suonavano all’unisono davanti al Sociale, in un insolito concerto, una squadra di soccorso, senza dare nell’occhio, è scattata in piedi e si è messa in moto per rispondere a una delle circa 180 richieste di aiuto che quotidianamente giungono alla centrale operativa.
«Il 118 entra nella vita della gente, nelle difficoltà delle persone – sottolinea il responsabile, Mario Landriscina – Quando è a rischio la salute, ciascuno di noi sente di far parte degli “ultimi”, non può scegliere e deve fidarsi di chi interviene in suo aiuto. Gestire la vita di chi rischia la vita e l’eventuale dolore di chi resta all’improvviso senza quella vita è sempre difficile, anche dopo anni di esperienza».
«Il mondo del 118 – scrivono i volontari – è un mondo particolare, strano, poco comprensibile, sfuggente, spesso esorcizzato, a volte ignorato. Un mondo fatto da una serie infinita di minimi dettagli, un mondo in cui si impara, si cresce, si cambia, si lotta, e la lotta con se stessi è l’avversario più grande, dove il rischio di essere vulnerabili è alla porta. Un mondo in cui si cade davanti alla sensazione di estrema impotenza, un mondo che percepisce il dolore con cui convive, un mondo che racchiude le emozioni di una vita». E il traguardo del ventennale è un’occasione per rendere un tributo anche a chi, fisicamente, non c’è più. Tre i premi alla memoria consegnati in uno dei momenti più toccanti della festa: ad Ambrogio Molteni, comandante della sezione di Mariano Comense della Croce Bianca Milano; a Osvaldo Cappelletti, storico presidente della Croce Rossa lariana recentemente scomparso; e a Daniele Chiappa, responsabile tecnico della centrale operativa del 118 morto a 56 anni, nel 2008.

Anna Campaniello

Nella foto:
La festa organizzata dal 118 di Como è stato un momento di grande coinvolgimento emotivo per tutti i partecipanti (fotoservizio Fkd)
6 Mag 2012

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