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«Il 2021 sarà decisivo per la ripresa». Sindacati lariani allarmati per il futuro

La perdita secca di oltre 34 milioni di euro di fatturato nei primi 9 mesi dell’anno, interamente dovuta agli effetti del Covid, registrata dalla Ratti, colosso del tessile comasco, non può che mettere in evidenza, ancora una volta, le incredibili difficoltà che il sistema produttivo sta nuovamente attraversando. A soli pochi mesi dal primo lockdown, evento epocale che sembrava essere qualcosa di irripetibile, capita invece che l’economia comasca, così come quella del resto del mondo, si ritrovi a dover fare i conti con un futuro sempre più incerto. Fatturati in calo, export congelato oltre a una domanda interna paralizzata non fanno presagire nulla di buono. E ovviamente la necessità delle aziende di ripartire si lega, a doppio filo, alle sorti di migliaia di dipendenti. Lavoratori che hanno subìto tagli e riduzioni di stipendio per poter far fronte, con gli ammortizzatori sociali, alla prima grande fase di stop del mondo produttivo e che ora si ritrovano nuovamente in prima linea.«La notizia della Ratti fa impressione perché si tratta di un’azienda, così come molte altre del comparto tessile, che in passato aveva fatto investimenti ingenti, imboccando una strada competitiva per crescere e uscire da una situazione di crisi che nel tessile era antecedente la pandemia. Ecco così che l’arrivo del virus ha inferto un colpo durissimo – dice Daniele Magon , segretario generale della Cisl dei Laghi – Adesso sarà necessario trovare un nuovo modello di consumo. Questo perché recuperare i mesi perduti sarà difficile vista la situazione attuale». Lo sforzo dovrà dunque essere ancora più forte. «Ci si dovrà rendere conto che, quando tutto sarà finito, il mercato in questo, come in altri comparti, avrà caratteristiche del tutto nuove dopo i lunghi mesi chiusi in casa, senza viaggiare. Sarà decisivo capire come interpretare questa nuova realtà e poi investire. Fortunatamente le misure messe in campo dal Governo danno una mano: dal blocco dei licenziamenti alle risorse stanziate. Bisognerà ipotizzare anche un nuovo patto sociale per salvaguardare le aziende e l’occupazione», chiude Magon.Un tema vitale, molto complesso e dalle mille sfaccettature. «Siamo nel pieno di una crisi dei consumi. La gente non si sposta, le fiere non si fanno, il mercato Usa è chiuso e per le aziende tessili che puntano sull’export, ciò non aiuta – spiega Sandro Estelli, segretario generale Filctem Cgil Como – Intorno a noi la Francia è in lockdown e altre nazioni con le quali abbiamo rapporti stretti non sono messe bene. Bisognerà vedere il futuro che non è certamente quello a breve termine. Se ci sarà una ripresa lo potremo capire e vedere solo durante tutto il 2021, ovviamente sarà necessaria la regressione della pandemia. Sarà un anno decisivo in cui bisognerà fare di tutto per salvare le aziende comasche usando la cassa integrazione Covid, bloccando i licenziamenti e prevedendo risorse». Detto ciò, in futuro si dovrà ripartire pensando «a investimenti mirati visto che cambierà il mondo. Ad esempio si dovrà capire se sarà utile puntare sul riciclo dei materiali visto che oggi viene riciclato solo l’1% del tessuto mondiale. Per il tessile dunque il 2021 sarà decisivo così come per altri comparti magari meno colpiti», chiude Estelli.«Il tessuto produttivo sta risentendo pesantemente della situazione. Certo un comparto come il tessile, in crisi ben prima della pandemia, non poteva che subire un ulteriore scossone negativo. Ma la realtà economica sta subendo un contraccolpo devastante da questa seconda ondata. Dopo il primo dirompente stop della primavera scorsa, la seppure lieve ripartenza estiva è stata bloccata – spiega Salvatore Monteduro segretario generale della Uil del Lario – Settori come il turismo sono stati quasi azzerati, così come il comparto metalmeccanico. Inoltre la frenata dell’export, per le stesse difficoltà legate alla pandemia che esistono in Paesi con i quali il nostro territorio ha forti legami, sta producendo contraccolpi gravissimi. Sarà decisivo quanto accadrà sul fronte sanitario nei prossimi mesi con, si spera, la regressione della pandemia e l’arrivo del vaccino. Passaggi decisivi per puntare a una ripartenza entro il prossimo anno. Solo da una ripresa si potrà avere un miglioramento per le aziende. E quando ciò accadrà le imprese dovranno anche essere pronte a investire e inventare nuovi modelli di consumo, magari sempre più improntati al ricorso al commercio elettronico. Fondamentali evitare un lockdown totale».

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