Il 46% del territorio coperto da case e strade

Lo sviluppo del Comune di Como
Alla fine dell’Ottocento, le aree urbanizzate erano ferme al 12%
Case, fabbriche, uffici, strade e ferrovie occupano il 46% del territorio del Comune di Como. Boschi e cespugli il 42%, le aree agricole, dai campi coltivati ai frutteti, il restante 12%. Alla fine dell’Ottocento, la situazione era ben diversa. Non tanto per i boschi, che rispetto al 1888 coprono oggi il 20% in più di superficie, quanto per gli spazi destinati all’agricoltura, crollati di quattro volte e mezzo. Al loro posto, cemento, mattoni e asfalto: dal 1888 fino ai giorni nostri,
infatti, le aree urbanizzate sono cresciute del 300%. È il profondo mutamento subìto dal capoluogo nel corso dei decenni che emerge dal rapporto ambientale del Piano di governo del territorio.
Oltre 120 anni fa – il riferimento scelto dagli autori del corposo documento comunale, suddiviso in due volumi, è il 1888 – gli edifici e le strade coprivano una quota decisamente più ridotta del territorio di Como. Le aree urbanizzate rappresentavano infatti solo il 12% dello spazio disponibile, mentre oltre la metà del territorio, il 53%, era destinato all’agricoltura, in gran parte (1.300 ettari) campi coltivati e prati da cui trarre il foraggio per gli animali, mentre una quota più ridotta (560 ettari) era costituita da vigneti e frutteti. Il resto della superficie comunale, pari al 35%, era coperta da boschi e cespugli.
Dal secondo dopoguerra a oggi, Como ha seguito il classico trend di espansione di molte città italiane, con una fortissima connotazione urbana. Edifici e infrastrutture, che nel 1888 coprivano circa 400 ettari di territorio comunale (un ettaro equivale a 10mila metri quadrati), si estendono oggi per oltre 1.600 ettari. Le aree agricole sono invece scese da 1.860 a 420 ettari, mentre i boschi non solo si sono conservati, ma hanno gradualmente guadagnato parte degli spazi non più coltivati: dai 1.220 ettari censiti nel 1888 si è infatti saliti agli attuali 1.466.
Il risultato finale è la Como che abbiamo oggi sotto gli occhi: quasi per metà coperta da cemento e asfalto, per un quota simile dai boschi e per una frazione residuale da spazi agricoli.
Il rapporto ambientale fa anche il punto sullo stato attuale della flora e della fauna. Per quanto riguarda le piante, sono 26 le specie arboree più diffuse (dall’acero alle querce, dal platano al castagno e così via). Sul fronte degli animali, solo prendendo in considerazione i vertebrati presenti allo stato selvatico, si contano 177 specie: 37 specie di pesci, 8 di anfibi, 10 di rettili, compresa la vipera, 90 di uccelli (dall’airone al germano reale, dal nibbio allo sparviero, dal martin pescatore al picchio, dallo scricciolo al merlo e così via) e 32 specie di mammiferi tra cui ricci, talpe, pipistrelli, lepri, conigli, scoiattoli, ghiri, volpi, donnole, faine, tassi, cinghiali, caprioli e cervi.

Marcello Dubini

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