IL BIDONE VUOTO

di DARIO CAMPIONE

APPUNTAMENTO AL BUIO
Appuntamento al buio. Il futuro del Calcio Como è legato a un incontro di cui si sa poco o nulla tra il patron attuale, Antonio Di Bari e quello futuro, Raffaele Ciuccariello. Il rendez-vous è fissato per domani, forse per dopodomani. Località, ovviamente, non pervenuta.
Di Bari attende di contare il denaro. Ciuccariello deve aprire la valigetta e far frusciare le banconote. Finora si è parlato di assegni, promesse, impegni di vario genere. Parole. Mentre in questo caso serve la carta.
Filigranata.
L’incredibile vicenda del passaggio di proprietà è iniziata 14 giorni fa. Quando Di Bari disse al telefono a uno dei soci della squadra, Nini Binda, di essere in Turchia. E invece stava prendendo accordi con Ciuccariello su una terrazza affacciata sul lago. Il giorno dopo l’annuncio, in una conferenza stampa assediata dai tifosi, Di Bari si presentò a braccetto di un simpatico e canuto ex operaio foggiano, vestito in smoking e con lo sguardo perso nel vuoto.
Grandi applausi, qualche schiaffone ai giornalisti e carezze al pelo dei supporter. Una commedia patetica. Recitata sullo sfondo di una scena piena di buchi e di crepe. Dal giorno successivo alla stretta di mano davanti a telecamere e fotografi, sono iniziati gli imprevisti. Gli annunci delle dirigenze vecchia e nuova non hanno offerto alcuna rassicurazione, anzi è venuta a galla una serie impressionante di notizie poco confortanti. Dagli assegni protestati di Raffaele Ciuccariello e dei figli ai silenzi sul mercato e sugli assetti societari del direttore generale designato, Mauro Traini. Il quale, in un momento di comprensibile smarrimento, si è lasciato sfuggire la frase che forse riassume più di ogni altra la vicenda: «Speriamo che non mi bidonino».
Il bidone è quindi il simbolo attuale del Calcio Como. Un bidone paurosamente vuoto.
Di solito, chi compra paga e chi vende incassa. Ma qui chi compra dice di voler pagare e chi vende spera di poter incassare. Nel frattempo le lancette dell’orologio corrono in avanti. Il 30 giugno bisogna depositare, in Lega Pro, una fidejussione bancaria a prima istanza di 400mila euro. In pratica un pacco di soldi contanti. Chi compra, per inciso, deve pagare e garantire anche la fidejussione. Si accettano scommesse.
dcampione@corrierecomo.it

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