Il Borsino Immobiliare rileva scambi in calo nel capoluogo

Il convegno di presentazione del Borsino Immobiliare della provincia di Como

Le transazioni immobiliari stimate nell’ultimo anno sono state poco meno di un migliaio nel capoluogo e circa 5.750 nel resto della provincia, numeri ancora bassi rispetto al picco raggiunto nell’anno 2006.

Il quartiere più economico del capoluogo è Ponte Chiasso, dove per un appartamento nuovo, classe energetica A, servono comunque 2.050 euro al metro quadrato. All’estremo opposto della mappa del costo del mattone a Como c’è la città murata, dove per un acquisto con le stesse caratteristiche energetiche serve più del doppio, 4.250 euro.

Restando tra gli immobili di maggiore pregio, per chi cercasse una villa la zona più rinomata è quella di viale Geno e via Crispi, mettendo in conto un investimento di circa 5.100 euro al metro quadrato. La situazione dettagliata del mercato immobiliare è raccolta nell’edizione 2019 del “Borsino Immobiliare”, presentato ieri sera allo Sheraton Lake Como nel corso del convegno “Scenari immobiliari” dalla Fimaa, la Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari, che fa parte di Confcommercio.

Il prezzo del mattone oscilla tra valori molto distanti a Como e sul territorio provinciale. Il costo varia a seconda della zona in cui sono gli immobili ma anche dell’età e della classe energetica, parametro che riveste un’importanza sempre maggiore.

Nel Borsino, la città di Como è suddivisa in 23 zone. Anche per i singoli paesi viene fornita una panoramica dei prezzi medi, sia per gli immobili nuovi che per quelli datati. A Campione d’Italia i prezzi record delle case: attorno ai 5mila euro per un appartamento nuovo.

A Cernobbio, il prezzo si aggira sui 3mila euro, a Cantù scende a 2.200.
Il costo è inferiore in numerosi paesi del territorio. Il numero di scambi di abitazioni dall’inizio del 2018 alla fine del III trimestre è calato del 2,8% nel capoluogo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma ha recuperato quasi 12 punti percentuali nei comuni minori della Provincia, dopo la frenata del 2017.

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