Il bronzo di Ruta a Tokyo: «Dedico la mia medaglia al Lago di Como»

Pietro Ruta Kiri Tontodonati, Aisha Rocek, Stefano Oppo

Nei giorni più difficili per il Lago di Como e il suo territorio, dalle Olimpiadi di Tokyo è arrivato un segnale di riscossa importante da parte di un atleta cresciuto proprio sul Lario.
Nella gara del “doppio pesi leggeri” è infatti giunto lo splendido bronzo di Pietro Ruta, in coppia con il sardo Stefano Oppo. Gli azzurri hanno chiuso alle spalle della favorita Irlanda, prima, e della Germania.
«Dedico questa medaglia alla zona del Lago di Como, per quello che sta passando, e alla mia società, cui ho finalmente regalato questo risultato» ha detto Pietro Ruta.
Lanciato ad alti livelli dalla Canottieri Menaggio, Ruta (nato il 6 agosto del 1987) fa ora parte delle Fiamme Oro, la squadra sportiva della Polizia di Stato.
Nel “due senza” femminile, sesto posto nella finale B (e dodicesimo assoluto) per la comasca Aisha Rocek (Lario-Carabinieri) e Kiri Tontodonati.
L’ultima medaglia comasca ai Giochi era stata conquistata a Rio de Janeiro nel 2016 alle Paralimpiadi quando Paolo Cecchetto aveva vinto l’oro nella handbike.
«Torno a casa con il bronzo olimpico dopo un percorso lungo e pieno di insidie, nel corso del quale non ho mai smesso di credere a ciò che volevo ottenere, anche nei peggiori momenti» sono le parole di Pietro Willy Ruta raccolte dal sito canottaggio.org.
«Ho fatto molte esperienze, gareggiato ovunque nel mondo, e alla fine di questo cammino ho coronato il mio sogno – ha aggiunto l’atleta azzurro – Ancora non ci credo, tocco in continuazione la medaglia per realizzare cosa è successo. Con Stefano abbiamo vendicato il quarto posto di Rio, avevamo delle aspettative per quella finale, poi andò come andò. Oggi invece tutto è andato perfettamente, abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, e adesso mi godo questa medaglia, che ti cambia la vita».
«Per quanto riguarda la gara – precisa Ruta – avremmo voluto attaccare di più Irlanda e Germania, ma la nostra corsia era molto disturbata, il vento era pericoloso e viste anche le molte cose accadute nelle gare di ieri, che nel bene e nel male ci hanno interessato, abbiamo preferito gestire il percorso, perché questo lago non permette errori».
«Il risultato di questa Olimpiade non è stato quello sperato, ma questo è lo sport – è il commento di Aisha Rocek – C’è tristezza per il risultato, ma allo stesso tempo felicità perché facciamo parte di una squadra di livello, vincente e che oggi non ha smesso di farci emozionare. Le medaglie della mia squadra sono una grande lezione di canottaggio per i prossimi anni».
«Ringrazio i Carabinieri – ha concluso la Rocek – per permettermi di allenarmi nel migliore dei modi, e la Canottieri Lario. Grazie a mio fratello e a tutte le persone che sono state al mio fianco in questi cinque anni vissuti intensamente. Come dico sempre, “stay hungry”».

Nella foto in alto, il “selfie”, nel villaggio olimpico, con, da sinistra, Pietro Ruta, Kiri Tontodonati, Aisha Rocek e Stefano Oppo

Ruta Oppo
L’abbraccio fra Ruta e Oppo dopo la gara (canottaggio.org)

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