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Il calciatore, il notaio, il sindacalista. Tre storie, un destino comune

Profili – Pietro Vierchowod, Francesco Peronese e Donato Supino hanno ottenuto risultati elettorali insoddisfacenti rimanendo fuori dal consiglio comunale
L’esponente di Rifondazione Comunista sarebbe pronto a votare Lucini ma aspetta un cenno dal candidato
Il calciatore. Il notaio. Il sindacalista comunista. La campagna elettorale di Como è stata anche questo: lo scontro politico tra persone con alle spalle storie diverse. Idee opposte. Prospettive divaricate. Accomunate però, per qualche settimana, da una sola aspirazione: conquistare un seggio in consiglio comunale. Fare politica, insomma. Con modalità diverse.
E con disponibilità personali nemmeno paragonabili.
Il punto è che le elezioni sono come la “livella” di Totò:
in caso di flop mettono tutti sullo stesso piano. Equiparano. Rendono simili. Nella sconfitta non ci sono ideologie che tengano.
Il destino comune di Pietro Vierchowod, Francesco Peronese e Donato Supino, ha chiarito meglio di molti altri esempi quanto possa essere crudele (talvolta) la politica. Il grande calciatore, campione del mondo in Spagna, oltre 600 partite giocate nel massimo campionato, vincitore di scudetti e coppe europee, si è trovato di fronte l’avversario più difficile della sua carriera: la diffidenza degli elettori.
La reazione è stata orgogliosa. Vierchowod ha lottato, ha rintuzzato gli attacchi provenienti da chi gli rinfacciava di non avere esperienza, di essere un parvenu della politica. Ci ha creduto. Ma è rimasto fuori. I suoi 1.017 voti non sono bastati per entrare in consiglio comunale. «Mi dispiace che così poca gente sia andata a votare», ha commentato. Per poi aggiungere: «Comunque, è stata un’esperienza bella, persino entusiasmante in certi aspetti».
Chi ha avuto un risveglio brusco dal sogno politico è stato certamente Francesco Peronese, notaio tra i più noti in città, presidente dei palchettisti del Teatro Sociale, capace di allestire una lista civica in cui spiccavano personalità importanti del capoluogo.
Peronese ha raccolto 883 voti, il 2,2%. Un risultato che non può soddisfare chi si è messo in moto molti mesi fa per offrire alla sua città «una proposta civica alternativa ai partiti».
Ecco un elemento di riflessione su cui Peronese dovrebbe spendere qualche minuto. Nel momento in cui i partiti vanno in frantumi, quando la ribellione dei cittadini provoca una scossa tellurica di magnitudo non calcolabile, la proposta di uno stimato professionista dal profilo alto-borghese naufraga. Superato dai “pirati” del web.
I grillini doc e quelli nostrani. Che con candidati molto meno conosciuti (ma forse con un lavoro ai fianchi più serrato) hanno attirato il consenso come mosche. La morale è semplice. Per fare il rivoluzionario bisogna avere il fisico adatto. Il notaio aveva dalla sua, probabilmente, moltissime buone ragioni e una proposta seria. Ma è stato superato “a sinistra” dalle truppe dei giovani corsari, armati di megafoni puntati unicamente sul mondo virtuale.
Ultimo viene il sindacalista coscientemente aggrappato al suo passato di comunista militante. Dice qualcuno – chi non ama la sinistra radicale – che Donato Supino ha spostato le lancette dell’orologio al secolo scorso. Il secolo breve, quello vissuto tra l’inizio e la fine della Rivoluzione d’ottobre.
Eppure, nel panorama un po’ troppo affollato di candidati non sfigurava affatto. Consigliere comunale uscente, aveva condotto 5 anni di «battaglie» anche dure. Portando a casa qualche importante risultato.
Uno su tutti: la questione della mensa di Ca’ d’Industria, vicenda per la quale Supino si era persino incatenato alle colonne del cortile di Palazzo Cernezzi.
Adesso è fuori. Non ha raggiunto l’agognato 3%. Vorrebbe partecipare alla vittoria di un candidato di centrosinistra, ma le regole della politica gli impongono un colpo di freno.
«Lucini mi telefoni, parliamo. Potrei dargli il mio appoggio», ha detto lunedì sera. Ma dall’altra parte non ci sentono. Il secolo breve è ormai alle spalle. Per sempre.

Dario Campione

Nella foto:
Pietro Vierchowod
9 Maggio 2012

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