Il carrello della spesa comasco tra i più cari della Lombardia, anche per “colpa” della Svizzera

Carrelli supermercato

Fare la spesa a Como è un po’ più caro che nel resto della Lombardia.
Non troppo, dato che la concorrenza è pur sempre un fattore di livellamento dei prezzi. Ma i comaschi, con il carrello pieno, tirano fuori ogni anno qualche euro in più di mantovani, cremonesi, milanesi e via dicendo.
Essere a ridosso della linea di confine con la Svizzera, con ogni probabilità, è una delle cause di questa situazione. I supermercati del capoluogo sono infatti affollatissimi dai ticinesi, la cui spesa è sempre enormemente più a buon mercato rispetto ai negozi al di là della dogana.
L’annuale inchiesta di Altroconsumo , i cui risultati sono stati resi noti ieri, ha messo sotto osservazione oltre 1.000 punti vendita in 70 città italiane. Compresa Como.
Ne è emersa una fotografia chiara su abitudini, costi, convenienze, risparmi. A Como, in media, ogni famiglia spende all’anno per il cibo 6.144 euro. Seguendo i consigli di Altroconsumo, vale a dire cercando nei supermercati i prodotti con il prezzo più basso, le famiglie del capoluogo lariano potrebbero arrivare a risparmiare ogni anno sino a 639 euro. Non poco, in pratica due euro al giorno.
Nella classifica nazionale, Como si colloca al 42° posto, terz’ultima in Lombardia davanti a Brescia (54°) e Pavia (64°). Meglio di Como fanno Mantova (2°), Cremona (5°), Bergamo (22°), Varese (35°), Milano (38°) e Monza (39°).
Le grandi catene indagate dalla rivista milanese sono tuttavia, almeno a Como, più o meno alla pari nei prezzi. Tra la prima – Esselunga – e la quinta – Gran Mercato – ci sono soltanto 4 punti di differenza; e in mezzo, altri nomi noti della grande distribuzione: Bennet, Iperal e Iper.

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