Il Casinò di Campione gioca l’ultima carta. Ora si aspetta il Tribunale fallimentare
Cronaca, Economia, Territorio

Il Casinò di Campione gioca l’ultima carta. Ora si aspetta il Tribunale fallimentare

Sono tutti sulla stessa barca. Ma ciascuno tenta di remare dalla propria parte. Con effetti vistosamente contraddittori.
Gli oltre 100 impiegati del Comune di Campione e i 492 dipendenti del Casinò rischiano di finire nella trappola maledetta della “guerra” intestina. Il no al piano che riduceva i contributi della casa da gioco al municipio è stato letto in positivo da chi lavora in Comune e malissimo da chi lavora ai tavoli verdi e alle slot.
In un comunicato diffuso ieri dalla Rsu della casa da gioco si è evocato in modo molto chiaro il problema. In particolare, nel passaggio in cui si è parlato di «dipendenti comunali contro i lavoratori del Casinò con la connivenza della politica, con le spese dell’ente a soffocare giorno dopo giorno i bilanci della casa da gioco».
È chiaro a tutti che la salvezza della grande industria del gioco è l’unica chance per evitare il fallimento dell’intero paese. Ma è altrettanto vero che i dipendenti del Comune non prendono lo stipendio ormai da quasi sei mesi. E che la prospettiva di una riduzione ulteriore dei contributi del Casinò al municipio non potrebbe che sfociare, in futuro, in una crisi ulteriore del bilancio dell’ente locale.
«Bisogna uscire da questa assurda contrapposizione che non ha alcun motivo di esistere – dice Vincenzo Falanga, sindacalista e segretario della Uil Funzione pubblica di Como – Abbiamo fatto e continuiamo a fare riferimento a Campione d’Italia come a una sola comunità nella quale convivono certamente più interessi ma nella quale serve anche e soprattutto dialogo».
Ieri mattina, in Prefettura a Como, Falanga e altri esponenti sindacali hanno incontrato il commissario straordinario Angela Pagano per discutere la «drammatica situazione di chi non riceve il proprio salario da febbraio». Il confronto è durato un paio d’ore ma le attese rassicurazioni in merito al pagamento degli stipendi non sono arrivate.
I dipendenti faranno richiesta di ammissione al passivo del 2017 per ottenere quantomeno la tredicesima.
Per quello che riguarda il 2018, le speranze sono invece nulle. Il Comune non ha nemmeno approvato il bilancio preventivo e in cassa non c’è un centesimo.
Oggi la questione sarà portata all’attenzione del nuovo prefetto, Ignazio Coccia. Ma intanto il clima di tensione non si stempera. E nell’aria dell’enclave risuona «il grido disperato» – sono le considerazioni della Rsu del Casinò – di chi, «incolpevole per le errate scelte industriali» e per il «mancato controllo di coloro che erano chiamati a verificare i bilanci e i conti», si vede oggi messo di fronte a una potenziale catastrofe.

26 Lug 2018

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