Economia

Il Casinò di Campione riduce ancora le perdite

altIl sindaco: «Pareggio nel 2016». Pagan: «Abbiamo una redditività del 25%»
Il Casinò di Campione riduce le perdite e prosegue nel suo iter di di passaggio dall’attuale realtà di gestione a quella nuova costituita dal socio unico Comune dell’enclave.
L’assemblea dei soci e il cda della casa da gioco si sono riuniti la scorsa settimana per discutere proprio la procedura di passaggio dall’attuale società di gestione alla nuova.
Provincia di Como, Provincia di Lecco, Camera di Commercio di Como e di Lecco hanno espresso la volontà di cedere al più presto

le proprie quote al Comune. L’amministrazione retta dal sindaco Maria Paola Piccaluga diventerà così azionista unico e potrà procedere alla fusione per incorporazione con la nuova società, in corso di costituzione, e che ha già ottenuto l’autorizzazione ministeriale.
L’amministratore delegato Carlo Pagan nel corso del vertice ha anticipato le cifre relative al bilancio a fine 2013 che sarà approvato entro giugno data l’eccezionalità della situazione aziendale. Gli incassi totali ammontano a 100 milioni di euro, di cui 90 quali proventi di gioco. La redditività lorda, dopo gli ammortamenti, è di circa 20 milioni di euro.
La quota destinata al Comune di Campione d’Italia è di circa 43 milioni di euro (comprensiva dell’Isi, Imposta sugli intrattenimenti). La perdita di esercizio 2013 sarà così di 23 milioni di euro. Rispetto al 2011 e al 2012 si riduce così il disavanzo. Un risultato «ottenuto grazie allo sforzo compiuto dall’azienda per il contenimento dei costi generali e dai lavoratori con l’accettazione del contratto di solidarietà che ha permesso di ridurre i costi del personale», si legge nella nota della Casa da gioco.
La sfida che la nuova società di gestione ha di fronte è di riportare in positivo il conto economico dell’azienda.
«Ringrazio i soci per averci accompagnato in anni difficili – ha commentato il sindaco Piccaluga – e che ci hanno consentito di arrivare a questo risultato senza situazioni traumatiche». Ora il Casinò dell’enclave si allinea alle altre case da gioco italiane di proprietà di Comuni (Venezia e Sanremo) o Regione (Valle d’Aosta).
«Si tratta di una trasformazione voluta dal governo – prosegue il sindaco – e non possiamo che essere orgogliosi e felici di questa nuova responsabilità e attestazione di fiducia».
I conti stanno migliorando. «Dobbiamo proseguire su questa strada, quest’anno e nel 2015, per arrivare al pareggio nel 2016 – spiega ancora Maria Paola Piccaluga – Si tratta di sacrifici necessari per un Comune che ha il casinò quale unica azienda. Abbiamo tenuto la barra dritta e salvato posti di lavoro e famiglie».
Vede un futuro più roseo anche l’ad Carlo Pagan.
«Oggi il Casinò deve al Comune una quota fissa importante. Abbiamo una redditività del 25%, ma qualsiasi azienda privata se su 90 milioni di incasso dovesse versare la metà a un socio chiuderebbe subito. Dobbiamo lavorare sulla convenzione tra Comune e Casinò perché la realtà aziendale è sana».
Per le altre case da gioco italiane la quota dell’incasso versata al socio proprietario è decisamente inferiore: a Venezia è del 20%, del 12% a Sanremo.
E «Con queste cifre saremmo subito in utile» conclude l’ad Pagan.

Paolo Annoni

Nella foto:
L’amministratore delegato del Casinò, Carlo Pagan, con il sindaco di Campione d’Italia, Maria Paola Piccaluga
13 maggio 2014

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