Il Casinò punta al pareggio. E fa il pieno di clienti cinesi

altCampione d’Italia
Carlo Pagan: «Quintuplicate le presenze degli orientali grazie a specifiche iniziative di marketing»

Prendete un’azienda da una novantina di milioni di euro di ricavi annui, che non sono pochi per l’economia locale, e obbligatela a destinare alla proprietà quasi 60 milioni di euro in ogni esercizio: avrete un’azienda in difficoltà, sia economica che patrimoniale.
Era questa un tempo la situazione del Casinò di Campione d’Italia, realtà che sul fronte dei conti ha rischiato. Ora, però, la situazione è cambiata. E in meglio.
«Nel primo semestre dell’anno – ha spiegato l’amministratore

delegato del casinò, Carlo Pagan – Campione è diventata la prima casa da gioco d’Italia per giro d’affari. In una situazione generale sempre difficile, il fatturato a fine giugno ha raggiunto quota 45 milioni di euro, mentre gli ingressi sono cresciuti del 2%». Dati incoraggianti, specie se raffrontati a una flessione complessiva del settore del gioco d’azzardo in Italia, con un calo medio del 15% circa.
Da soli, però, questi numeri poco avrebbero potuto per raddrizzare bilanci che si sono chiusi, rispettivamente, nel 2012 con 27 milioni di perdite e nel 2011 con addirittura 40 milioni di deficit. Un “rosso” da paura, che niente ha da spartire con il rosso e il nero della roulette, ma che avevano messo quasi in pesante difficoltà la società. La causa principale, come detto, era quella norma che prevedeva che il Casinò di Campione versasse ai soci cifre astronomiche e per di più assolutamente slegate dal fatturato e dalla redditività effettiva. Una manna in passato per Comune di Campione, amministrazioni provinciali di Como e di Lecco e Camere di Commercio comasca e lecchese.
Un peso insopportabile per la casa da gioco. Ora, appunto, le cose sono decisamente cambiate.
«La proprietà – ha rimarcato Pagan – è in capo al solo Comune di Campione. E proprio con il Comune abbiamo potuto ricontrattare le quote da versare, grazie a una modifica della legge». Sballati per via del rapporto di cambio tra euro e franco svizzero, i milioni da girare all’amministrazione comunale saranno già da quest’anno circa 35, cifra un po’ più sopportabile e in linea con le quote di 5 anni fa.
«L’altra grossa incognita che da qualche anno pesa sui bilanci del Casinò è l’andamento dei cambi tra le valute svizzera e italiana – ha rimarcato l’amministratore delegato – Con il cambio a 1.20, il rapporto tra le due valute risulta estremamente penalizzante. Basterebbero 10 centesimi di punto in più e saremmo addirittura in utile».
A questo riguardo, però, la Confederazione elvetica pare avere propri progetti e la Banca centrale svizzera difficilmente lavorerà sui cambi in favore del Casinò. Ne consegue che il 2013 sarà sì un anno in miglioramento, ma sempre difficile: «Puntiamo a un sostanziale pareggio, probabilmente a qualche milione di euro di perdita», è l’ipotesi di Pagan. Qualche milione, non qualche decina, ed è già un bel passo in avanti.
Intanto, la casa da gioco prosegue le manovre per contenere i costi e ampliare i mercati. «Sul fronte dei costi abbiamo chiesto sacrifici ai dipendenti – ha spiegato l’amministratore delegato – e dobbiamo ringraziarli tutti: hanno continuato a lavorare bene, anzi meglio, anche a fronte di qualche taglio ai compensi». Per quanto riguarda invece la clientela, Campione resta un Casinò per gli italiani, che rappresentano quasi l’80% degli ingressi.
Sono state però avviate operazioni di “marketing etnico”, rivolto cioè a specifici gruppi etnici, con ottimi risultati.
«Si sono quintuplicate le presenze cinesi – conferma Carlo Pagan – oggetto di specifiche iniziative di marketing». Per esempio, un reality con una delle principali televisioni della Cina, bus speciali da Milano, zona Paolo Sarpi, il quartiere cinese per eccellenza del capoluogo lombardo, e poi cuochi orientali e card in cinese.
Forse quei fuochi artificiali che da sessant’anni rappresentano un appuntamento fisso per Campione d’Italia, riproposti anche sabato scorso, possono essere considerati il punto di svolta per la casa da gioco. Tra anomalie legislative e bilanci del recente passato da dimenticare, il Casinò guarda al futuro con rinnovato ottimismo.

Giorgio Civati

Nella foto:
L’imponente edificio, firmato dall’architetto ticinese Mario Botta, che dal 2007 ospita la casa da gioco di Campione d’Italia (Mv)

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