Il caso: contrabbando di salumi con la Svizzera

Dogana Pizzamiglio - Maslianico

Tonnellate di salumi e formaggi trasportati illecitamente dall’Italia alla Svizzera utilizzando i valichi minori incustoditi nel tentativo di eludere i controlli. Il contrabbando è stato scoperto tramite un’indagine dell’Agenzia federale delle dogane, che al termine degli accertamenti ha richiesto ai responsabili, in particolare un 48enne italiano, tasse doganali non versate per oltre 300mila franchi svizzeri.
La spesa alimentare in Italia rivenduta o portata in Svizzera senza dichiarare la merce in dogana è una delle nuove frontiere del contrabbando.
La norma prevede la possibilità di trasportare al massimo un chilogrammo di carni e salumi a persona senza dover dichiarare la merce, ma sono continui i tentativi di aggirare la norma evitando i controlli. Solo due settimane fa gli stessi funzionari dell’Agenzia delle dogane avevano scoperto un camion con un doppiofondo nel quale erano stati nascosti sette quintali di alimenti, olio e vino.
L’ultima inchiesta dei funzionari ha portato alla luce il contrabbando di almeno 31,5 tonnellate di alimenti, importati da un 48enne italiano che utilizzava i valichi incustoditi per portare la merce in Svizzera, dove la rivendeva a titolari di negozi, bar e ristoranti. Erano quasi un centinaio i clienti abituali, soprattutto in Ticino, ma anche in altre zone della Svizzera.
L’uomo aveva anche alcuni complici, compresa la moglie, che spesso facevano da staffetta. Per la violazione della legge sulle dogane e sull’imposta sul valore aggiunto, i responsabili dovranno versare 316mila franchi svizzeri di tributi, in attesa della definizione delle relative pene e sanzioni.

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