Il caso Libeskind sulla stampa inglese

altLa polemica sull’architetto
Il monumento voltiano che accende il dibattito finisce sull’Independent. Martedì la presentazione al Terminus
Como snobba Daniel Libeskind. A usare queste parole – dalle quali traspare una certa sorpresa – è il celebre quotidiano inglese The Independent, che ha dedicato nei giorni scorsi un articolo al dibattito infuocato in città sul monumento dell’archistar Daniel Libeskind ad Alessandro Volta, finanziato dagli “Amici di Como”, che dovrebbe essere installato sulla diga foranea della città.

Gli unici a opporsi all’opera sono gli architetti comaschi, per voce del presidente dell’Ordine che li rappresenta, Michele Pierpaoli. Criticano non tanto il monumento, quanto la sua collocazione. Per contro, il fronte del “sì” è molto ampio, spazia dall’assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi, Lorenzo Spallino – che ha apertamente contestato la posizione degli architetti lariani – alle associazioni di categoria. 

 

Martedì prossimo alle 11, all’Hotel Terminus di Como, gli “Amici di Como” presenteranno ufficialmente alla stampa una versione – tengono a precisare «non ancora definitiva» – del progetto dell’opera, in attesa che a ottobre inoltrato sia lo stesso Daniel Libeskind – attualmente impegnato in alcune progettazioni in Estremo Oriente, a Singapore – a parlarne di persona a Como con amministratori e mondo culturale, stampa compresa. E mercoledì, il giorno successivo, a Menaggio una apposita conferenza dei servizi presso l’Autorità di Bacino del Lario vedrà attorno al progetto – ormai reso noto all’opinione pubblica attraverso la stampa locale – tutti gli attori interessati: lo stesso assessore Spallino, la Provincia (che ha già dato il suo parere sfavorevole al progetto), la Soprintendenza ai beni paesaggistici. Sarà l’occasione per discutere compiutamente della collocazione al centro del primo bacino del Lario dell’opera di Libeskind.
Sui media il caso aveva valicato i confini provinciali già la scorsa settimana con una mezza pagina sul quotidiano torinese “La Stampa”, che aveva preso spunto dalla situazione lariana per ricordare altri celebri polemiche tra comunità locali e archistar (ad esempio, il ponte dello spagnolo Santiago Calatrava contestato a Venezia).
Ma come viene vista la vicenda da lontano, ossia da Londra? L’immagine della città di Como, leggendo tra le righe dell’Independent, rischia di uscirne piuttosto male.
«Essere un’archistar non è mai semplice, almeno non in Italia – scrive Michael Day, corrispondente per il quotidiano inglese – Mentre New York sta celebrando il lavoro del grande designer Daniel Libeskind, gli abitanti di Como hanno snobbato i suoi progetti per un monumento alto 20 metri nel mezzo del loro famoso lago».
Toni molto netti, quelli dell’Independent: gli inglesi restano evidentemente perplessi di come ci possano essere dubbi su un’opera firmata da uno dei più importanti architetti al mondo in una città che, pur splendida e conosciuta, non è certo New York. Il corrispondente dall’Italia ha riportato nel suo servizio le parole di Michele Pierpaoli, presidente dell’Ordine degli Architetti di Como, che, come detto, solleva dubbi non sull’opera in quanto tale, ma sulla sua collocazione. In chiusura dell’articolo, l’Independent ricorda che un altro celebre progettista, Renzo Piano, ha dovuto affrontare forti polemiche durante la realizzazione del Museo delle Scienze a Trento.
Da parte sua, un’altra archistar come il ticinese Mario Botta, che pure sta seguendo la vicenda Libeskind sui giornali, intervistato dal “Corriere di Como” ieri ha ricordato come «la decisione ultima spetti alla cittadinanza e agli amministratori di Como, dato che si tratta di una iniziativa di privati, e non pubblica. Si tratta di approfondire l’interesse e l’efficacia pubblici dell’iniziativa, che di per sé può certo essere legittima». Per Mario Botta infatti «il nome di Libeskind non è una garanzia sufficiente, è sul merito del progetto che la città di Como deve interrogarsi e pronunciarsi in modo compiuto».

Nella foto:
l’architetto americano Daniel Libeskind, autore del progetto del monumento voltiano. (foto Mattia Vacca)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.