Vaccini antinfluenzali cinesi non certificati dall’Agenzia del Farmaco e destinati alla Lombardia. È quanto ha riportato in un suo servizio La7: «Il 20% dei 500mila vaccini acquistati nell’ultima gara effettuata in Lombardia non sarebbero riconosciuti dall’agenzia italiana del farmaco e, di conseguenza, non sarebbero utilizzabili nel nostro Paese».
Dura la presa di posizione di Samuele Astuti, capo-delegazione del Pd in commissione sanità del Consiglio regionale della Lombardia: «L’assenza di quel quantitativo porterebbe la Regione vicinissima al limite inferiore della copertura delle categorie più fragili ed esposte, lasciando del tutto scoperte intere fasce di popolazione».
«La situazione è grave – dice il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Como, Giuseppe de Filippis – e quando i vaccini arriveranno saranno comunque insufficienti. Non so di chi sia la colpa, ma nessuna farmacia in tutta la Lombardia ha ancora vaccini e le richieste sono tantissime. Il fatto poi che, per una parte, non siano riconosciuti dall’Aifa, è assurdo, visto che si tratta del primo requisito richiesto».
La centrale acquisti della Regione ha chiarito che «non verrà acquisito, e quindi distribuito, alcun vaccino che non abbia ottenuto le autorizzazioni previste dalla legge e superato le conseguenti scrupolose verifiche». In ogni caso, l’assegnazione dei 100mila vaccini in questione sarà «subordinata alla autorizzazione per l’immissione in commercio dell’Aifa». Senza tale via libera, i vaccini non saranno né acquistati né pagati, conclude la Regione Lombardia.
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