Il Castello chiude le camere. Garantiti soltanto gli eventi

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Il simbolo di Carimate
Il sindaco: «La società mi ha assicurato la riapertura per settembre»

È uno dei simboli del Canturino e della Brianza, ma il Castello di Carimate (nella foto), di cui si hanno notizie fin dal 1149, sta vivendo una nuova mutazione. Trasformato in un resort a quattro stelle con Spa, la storica struttura ha chiuso tutte le sue suite. A fine 2013 erano arrivate le lettere di licenziamento ai dipendenti, poi a metà febbraio l’incontro con il primo cittadino di Carimate, Flavio Lietti.
«Prima ho ricevuto una lettera della società proprietaria del Castello, la Cittadella

srl – spiega il sindaco – e poi ho incontrato l’amministratore delegato. Mi hanno comunicato il licenziamento dei dipendenti, ma anche assicurato che gli eventi e i matrimoni fino ad agosto verranno garantiti. Rimarranno chiuse invece le camere dell’hotel».
Una decisione che non lascia indifferente il primo cittadino, che ha immediatamente chiesto rassicurazioni sul futuro della struttura centralissima per il paese.
«La Cittadella ha assicurato la ripresa delle attività per il 1° di settembre. Verranno realizzate anche delle migliorie alle camere – prosegue il sindaco – al momento le ipotesi sul tavolo sono due: o il proseguimento con la gestione diretta da parte della società, oppure la cessione. E in tal senso i vertici della Cittadella avrebbero già ricevuto alcune offerte».
Convegni e matrimoni fino ad agosto, quindi, insieme con i lavori di riqualificazione.
«La struttura è sana – assicura il sindaco – a volte la parola castello evoca un rudere, ma qui stiamo parlando di un edificio solidissimo e in ottimo stato. È importante per Carimate che il Castello mantenga anche la sua funzione di hotel – dice ancora Lietti – qui non siamo a Como dove se un albergo chiude per qualche mese ce ne sono altri trenta. Noi abbiamo solo il Castello e il Golf come strutture di un certo tipo. Il Castello è poi proprio nella piazza del paese, in una posizione prestigiosa».
Difficile comprendere cosa abbia spinto la società proprietaria dell’immobile a un drastico cambio di rotta con il licenziamento di una ventina di dipendenti che si occupavano del servizio di hotellerie.
Sul portale della struttura è già stata di fatto disattivata l’opzione di booking online. Sempre da www.castellodicarimate.com si può leggere l’interessante storia della struttura, distrutta una prima volta nella guerra tra Milano e Como. L’edificio attuale è figlio del maniero ricostruito dai Visconti nel 1345. Il primo feudatario fu Giorgio Scaramuzza Visconti già Arcadi, condottiero di Filippo Maria Visconti. Nel 1493 vi dimorarono Ludovico il Moro e nel 1496 l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Ludovico il Moro lo elesse in seguito come suo ultimo rifugio.
La fine del periodo visconteo del Castello di Carimate si ha con la morte di Ludovico Visconti, senza eredi, nel 1795. Un anno più tardi è il comasco Cristoforo Arnaboldi ad acquistare il maniero e a insediarsi. Il parco allora era di 30 ettari e costituiva una delle migliori riserve di caccia della Lombardia. Non manca un passaggio dalla torre del Castello di Vittorio Emanuele II di Savoia e di Giuseppe Garibaldi, durante la Terza guerra di Indipendenza. Tra il 1943 e il 1945 vi è pure l’occupazione dei nazisti.
La famiglia Arnaboldi vende il castello alla morte di Bice nel 1954. Nel 1956 il castello, il parco e le scuderie vengono acquisite dalla Società Immobiliare di Roma. Dal 1977 al 1987 è sede della casa discografica Stone Castle Studios e vi incidono tra gli altri Dalla, Guccini, Venditti, Paul Young, Vecchioni, Cocciante e i Pooh.

Paolo Annoni

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