Il Centro Volta ha un quarto di secolo

Arrivo dei quadri per la Mostra di Rubens a Villa OlmoISTITUZIONI CULTURALI Oltre un migliaio tra eventi, corsi, studi e progetti promossi dall’ente lariano in 25 anni di attività
Lo scopo è monitorare le ricadute della scienza pura sul territorio
C’è a Como un centro di eccellenza che forse non tutti conoscono, si ispira ai grandi modelli dei centri di Erice, Frascati e Trieste, per monitorare le ricadute della scienza pura sul territorio, e risarcisce parzialmente il Lario di una colossale topica: infatti il capoluogo lariano avrebbe potuto ospitare il centro del mondo scientifico, l’istituto Cern, se solo cinquant’anni fa il consiglio comunale di Como non avesse stroncato sul nascere la proposta. Se la città avesse votato a

favore, oggi il Cern – il più grande laboratorio mondiale di fisica delle particelle – sarebbe a Como, nei pressi di Villa Olmo, e non vicino a Ginevra, sul confine franco-svizzero. A Villa Olmo invece è ospitato il Centro Volta, che pure merita di essere sotto i riflettori. Lavora con il Politecnico e nove università della nostra regione, è un ente accreditato e certificato e ha finora realizzato oltre un migliaio tra eventi, corsi, studi e progetti, dando vita a 31 mostre e a 54 pubblicazioni sia cartacee sia virtuali.
È finanziato per il 15% dai soci, per il 35% da enti e privati per quanto concerne le attività congressuali, per il 40% da enti e privati per studi e ricerche e per il 10% da Fondazione Cariplo e ministeri.
Ha avuto ospiti illustri come il premio Nobel Carlo Rubbia, il fisico Antonino Zichichi e il collega (pure premiato con il Nobel) Samuel Ting, il filosofo della scienza della Statale di Milano Giulio Giorello, il primo astronauta italiano Franco Malerba, ma anche l’economista e politico Romano Prodi (all’epoca in visita a Como in qualità di presidente dell’Iri), le archistar Peter Eisenman e Daniel Libeskind (due cultori a livello mondiale del genio del razionalista Giuseppe Terragni) e, tra gli artisti supporter, il tenore Giuseppe Di Stefano (ospite di un gala).
Ha appena compiuto un quarto di secolo di vita e il Centro di Cultura Scientifica “Alessandro Volta” è in piena attività. Ieri ha celebrato ufficialmente l’evento presentando, nella storica “Sala del Duca” di Villa Olmo, il volume celebrativo dell’anniversario, un tomo di grande formato di 280 pagine stampato dalla Grafica Marelli di Como sul finire del 2009 ed edito con il contributo della Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza di Alzate Brianza. Dopo il cambio di presidente (Antonio Spallino è diventato nel 2008 presidente onorario e ha lasciato l’incarico a Clemente Tajana), il Centro Volta si candida a rimanere un punto di eccellenza.
Di recente l’assessore alla Cultura di Como Sergio Gaddi ha riaperto, presentando alla stampa la mostra di Rubens in corso nelle nove sale al pianterreno, la necessità di spostare il Centro Volta da Villa Olmo, considerata la sede naturale dei grandi eventi culturali della città lariana. Da parte sua il Centro ha sempre ribadito che le eventuali conflittualità si possono appianare. Sarebbe anche il caso di realizzare finalmente, si fa notare nel libro, la “foresteria” progettata fin dal 1987 per l’accoglienza degli ospiti dei vari congressi nell’area delle serre di Villa Olmo.
Rimaste immutate le posizioni nel dibattito, in attesa che l’ipotesi di un restauro della villa per un recupero a fini esclusivamente espositivi renda necessario un trasferimento del centro, a documentazione della mole di lavoro da esso svolto rimane come detto il volume presentato ieri, che illustra nei dettagli tutte le attività che si sono snodate lungo un quarto di secolo nei programmi della struttura lariana, a favore della promozione della ricerca e della cultura scientifica nel contesto internazionale e con notevoli ricadute sul territorio. Nel suo scritto introduttivo al volume il coordinatore scientifico del Centro Volta, il professor Giulio Casati, rivendica per l’istituto intitolato all’inventore della pila un ruolo di assoluta centralità, grazie alla quale «Como può candidarsi, a pieno titolo, come sede naturale e privilegiata per gli incontri scientifici, e in più generale culturali, delle Università lombarde».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
La facciata di Villa Olmo, la dimora neoclassica che ospita il Centro Volta e le mostre promosse dall’assessorato alla Cultura

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