Il cimitero di Muggiò un anno dopo. Stesso degrado, nonostante le promesse

altCom’era il 1° novembre 2013
Dalla scalinata inaccessibile alle bombole arrugginite: niente è cambiato
La transenna rossa che blocca l’accesso a una scalinata cadente e pericolosa è ancora lì. Esattamente dov’era lo scorso anno (e pure quello precedente).
Così come sono allo stesso posto i due pezzi di lapide, con tanto di nome del defunto ancora leggibile, impropriamente usati come peso per fissare a terra la stessa transenna.
È soltanto un’immagine. Forse. Ma cattura l’attenzione entrando nel grande cimitero di Muggiò – Camerlata il 1° novembre, festa dei Santi e preludio alla

giornata consacrata alla memoria dei morti, per tradizione dedicata alla visita di familiari e amici defunti.
Nel complesso, il camposanto appare pulito e dignitoso. Merito di una buona manutenzione dell’erba, tagliata e curata. E merito anche della ricorrenza di Ognissanti, che porta quasi su ogni tomba fiori freschi, immaginette e preghiere. Il via vai di persone contribuisce poi a dare l’idea di un luogo affatto abbandonato e degradato.
Eppure, basta spingere lo sguardo verso l’area in fondo al cimitero per accorgersi di una realtà diversa, in contrasto con quell’idea di “degna sepoltura” tanto più forte nei giorni di inizio novembre. C’è, come detto, la scalinata pericolante e inaccessibile. Ma ci sono pure vecchie bombole di gas liquido e scale arrugginite, abbandonate sul retro di una cappella e accessibili a chiunque.
A destare indignazione, inoltre, è lo stato di abbandono della vasta area occupata dalle tombe più vecchie e datate. Nella maggior parte dei casi, probabilmente, questi defunti non hanno più familiari e amici viventi che si preoccupano di tenere in ordine le sepolture. Ma nulla basta a giustificare l’assoluto degrado e la mancanza di rispetto e decoro.
Lapidi rotte, foto semisepolte da erba e terra, targhette con i nomi del defunto buttate alla rinfusa, buche e cumuli di terriccio, fiori secchi, marmi e cippi storti o spezzati. In molti casi, è impossibile leggere il nome del defunto, oppure associare una lapide abbandonata a terra al punto in cui è sepolto chi porta quel nome.
Raramente qualcuno si “avventura” in questa zona. È quasi impossibile individuare un defunto, a meno di non conoscere il punto esatto in cui è collocata la tomba. In realtà, è difficile persino muoversi tra i sepolcri, perché sembra quasi di calpestare le persone scomparse, le loro immagini, i loro nomi che spuntano qua e là dalla terra. E la situazione è soltanto in parte più decorosa fermandosi davanti ai loculi più vecchi. Accanto a marmi rotti, buchi e fili elettrici esposti ci sono le foto a colori e i fiori freschi che stanno a indicare persone scomparse da poco.
E non è difficile immaginare il disagio dei familiari che rendono omaggio ai loro cari in un simile contesto. Lo scorso anno, sempre in concomitanza con la ricorrenza di Ognissanti, lo stato di abbandono e degrado del cimitero di Muggiò – Camerlata era già stato evidenziato, così come era stato fatto anche in precedenza. Da allora, però, nulla è cambiato.
L’assessore ai Cimiteri, Marcello Iantorno, aveva parlato di interventi imminenti, in particolare dell’esumazione di circa 200 salme tra quelle più vecchie. Alle parole però, almeno per il momento, non ha fatto seguito alcun intervento concreto.

Anna Campaniello

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