Il comasco Colombo promosso: potrà dirigere in serie A e B

Andrea Colombo

Un arbitro comasco di calcio promosso nella categoria più importante, la Can A e B. L’onore tocca ad Andrea Colombo, classe 1990, che dopo aver diretto nelle ultime stagioni in C, ieri ha ricevuto la bella notizia. Una news che è stata accolta con gioia dalla sezione Aia cittadina. In precedenza gli ultimi fischietti di casa nostra ad aver raggiunto questo risultato erano stati Luca Marelli ed Emilio Ostinelli.

Una comunicazione che era nell’aria, soprattutto quando a Colombo era stata affidata una delle gare più delicate dei recenti playoff di serie C, il confronto dello stadio Partenio tra Avellino e Padova. Una partita che il fischietto lariano ha diretto nel migliore dei modi, al punto da ricevere – in un comunicato stampa scritto appositamente, cosa mai avvenuta finora – i complimenti del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli.

Ora Colombo proseguirà la sua carriera in serie B e, in caso le cose andassero bene, nel finale di stagione, come da tradizione, gli potrebbe essere anche affidata qualche sfida del campionato maggiore.
Assieme a Colombo la promozione è arrivata per altri quattro arbitri che nelle ultime stagioni hanno incrociato il Como: Francesco Cosso di Reggio Calabria, Luca Zufferli di Udine, Gianpiero Mele di Nola e Matteo Marcenaro di Genova. Significativa anche la scelta di nominare nella Can A e B, alla memoria, anche Daniele De Santis, che è stato ucciso a Lecce nello scorso mese di settembre.

Il direttore di gara lariano ha iniziato la sua carriera nel 2006. Lo ha raccontato pochi mesi fa in una intervista al nostro giornale, una delle prime autorizzate da Alfredo Trentalange, nuovo presidente dell’Aia. «Mio cugino Raffaele Colombo, ora arbitro internazionale di pallanuoto, all’epoca era nell’Aia e mi ha consigliato di iscrivermi. Insieme praticavamo pallanuoto, ma dico la verità, faticavo a trovare posto. È stato un passaggio quasi per gioco, visto che il mio interesse prioritario era conoscere le regole del calcio. Ma fin dalla prima lezione, tenuta da Paolo Tettamanti, sono rimasto affascinato da questo mondo e quella dell’arbitraggio è diventata la passione di una vita». In quella occasione Colombo si era soffermato sugli errori, che inevitabilmente possono capitare. «Ci hanno sempre insegnato fin dal corso arbitri – aveva risposto – che arriva in serie A chi compie meno errori. Una gara esente da sbagli è impossibile. Ma, come diciamo in gergo, si tratta di cicatrici sulle braccia che possono aiutarci a cercare di evitarne successivi».

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