Il comasco in Crimea: «Qui siamo al sicuro, ma l’economia cambierà»

altIl 50enne originario di Lipomo si trova nell’occhio del ciclone
Parla Armaroli, il consulente comasco che da sette anni lavora a Sebastopoli
La ristorazione e la moda le ha sempre avute nel sangue Roberto Armaroli, imprenditore comasco, 50enne. È originario di Lipomo, dove suo padre è stato uno storico esponente del Pci. Da quasi sette anni Roberto lavora come consulente aziendale alla Best Restaurant System che ha importanti attività di food a Sebastopoli.
La popolosa città sul Mar Nero ha dipeso fino a lunedì dall’Ucraina, pur essendo parte, a livello geografico, della penisola della Crimea.
Martedì scorso Sebastopoli

, assieme alla Repubblica autonoma di Crimea, ha proclamato unilateralmente l’indipendenza dall’Ucraina.
«Vista così in effetti siamo proprio nell’occhio del ciclone», spiega Armaroli in una pausa del lavoro al ristorante.
«In realtà la nostra situazione è estremamente tranquilla – spiega – le immagini proposte nelle ultime settimane sono riferite ad altre zone dell’Ucraina».
«Qui viviamo una situazione diversa – commenta Armaroli – per un certo verso Sebastopoli è sempre stata russa. Fu un regalo fatto da Stalin all’Ucraina e, alla fine dell’Unione Sovietica, è rimasto tutto così. Il 90% della popolazione parla russo e qui vi è da sempre la sede stabile della flotta sovietica del Mar Nero».
Non vi sentite in pericolo, quindi?
«Dal punto di vista della sicurezza, a Sebastopoli, non è successo e non succederà niente. Non c’è il nemico che occupa – dice – I potenziali pericoli al limite potrebbero venire in caso di un intervento armato della Nato».
Nel resto dell’Ucraina la situazione è diversa.
«Lo avete visto dai media che clima si sta vivendo a Kiev – dice l’imprenditore comasco – Qui potrebbero subentrare invece nel brevissimo termine difficoltà per gli affari, questo sì. Da lunedì la moneta ufficiale è diventata il rublo invece della grivnia ad esempio».
Quindi avete dovuto ristampare tutti i menu.
«Fosse solo questo il problema. In Russia vi è un sistema fiscale e legislativo completamente differente da quello ucraino. Noi a livello di consulenza – dice l’imprenditore – ci troviamo in questo momento con la metà delle ditte in Russia e l’altra metà in Ucraina».
E dice che per chi fa ristorazione ad alto livello, promuovendo la cucina italiana, i dazi previsti in Russia possono essere un problema serio?
«Alcuni prodotti che provengono da Kiev cominciano a scarseggiare già oggi. Però non mi sembra un ostacolo insuperabile – spiega – Ci si organizzerà per avere gli approvvigionamenti da Mosca. Diverso il discorso a livello di visti per l’accesso e per lavorare. Non dimenticate che l’Ucraina fa parte dell’Unione Europea con tutte le agevolazione connesse per l’economia e il lavoro, a differenza della Russia».
Armaroli ha vissuto sempre in movimento. Un passato da pallavolista, poi giovanissimo imprenditore con un negozio a Lipomo, consulente di stile di primarie industrie tessile, ma anche pierre nelle discoteche lariane.
Quindi la collaborazione nei locali di ristorazione, la vocazione storica della famiglia. Il libro con le ricette regionali italiane che lo accompagna sempre nelle esperienze dietro i fornelli dei ristoranti lo ha portato anche a Sebastopoli. Ma il suo futuro dove sarà?
«A breve termine penso di tornare – dice ancora Armaroli – Ma non per una questione di sicurezza personale. Ho fatto una chiacchierata anche l’altro giorno con l’ambasciatore italiano e mi ha rassicurato. Del resto qui ci sono da sempre 25mila soldati russi. Putin ha lasciato che si concludessero le Olimpiadi poi in un solo giorno ha occupato la Crimea. Ora Kiev chiede una reazione forte all’Europa e alla Nato – spiega – perché da sola non è in grado di opporsi alla Russia».
I turisti hanno iniziato a lasciare Sebastopoli?
«Ora non siamo in piena stagione turistica, ma per il 70% si parla sempre di turisti russi».
Domenica è previsto il referendum sull’autodeterminazione della Crimea. L’esito pro Putin appare scontato. Il voto in parlamento era stato plebiscitario con 78 voti a favore su 81 e venerdì 21 la Duma potrebbe quindi già discutere la scontata adesione della Crimea alla Federazione russa.
Pentito di aver lasciato Como per Sebastopoli?
«Qui c’era una facilità di lavorare che noi ci scordiamo. Se hai idee e capacità ci sono dei vantaggi a livello di competitività incredibili. È per questo che sono venuti qui tanti imprenditori europei. L’instabilità politica diventa ora pericolosa per chi ha investito. Questa oggi è la preoccupazione di tutti gli europei di Sebastopoli».
Quindi il bilancio è positivo o negativo?
«Quindi rimpiango la spensieratezza della gioventù quando giocavo a pallavolo in Briantea, come ben sai – conclude Armaroli – ma questa è stata sicuramente un’esperienza importante di vita e di lavoro che rifarei subito».

Paolo Annoni

Nella foto:
A sinistra, Roberto Armaroli sul corso principale di Sebastopoli. L’imprenditore comasco si occupa di consulenza aziendale per una società che gestisce diversi locali di ristorazione. A destra, il 50enne comasco in versione chef protagonista di un articolo su una rivista di lingua russa (da Facebook)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.