Il comasco Silva con Morgan a Sanremo per il Premio Tenco

Antonio Silva con Paolo Conte al Tenco nel 2005

«Sarà un grande ripasso della storia della canzone italiana dalla prima edizione di Sanremo del 1951 ai giorni nostri, un viaggio nel tempo per tornare alle origini, a quel Dna di cui siamo parte integrante e con orgoglio».
Così il comasco Antonio Silva, lo storico presentatore del Premio Tenco, introduce la nuova edizione, la numero 43, che andrà in scena dal 17 al 19 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo.
«Tra le novità di quest’anno, le iniziative “diffuse” con mostre e laboratori in tutta la località rivierasca. Quest’anno con il titolo “Dove vola colomba bianca”, che celebra Vola colomba di Nilla Pizzi, intendiamo però soprattutto tener viva la memoria. Non è un caso che le radici del Tenco vengano dal festival di Sanremo: coroniamo con la nostra assiduità il vecchio sogno di quel genio che fu Amilcare Rambaldi, che avrebbe voluto una sezione di qualità del festival intitolata proprio al cantante suicida nel 1967».
Silva presenterà anche quest’anno il Tenco con Marco Castoldi, in arte Morgan. «L’ex giudice di X Factor e frontman dei Blue Vertigo è carattere difficile da dominare e ha non pochi problemi personali ma è anche un genio musicale e questo gli va riconosciuto al di là di ogni polemica sul personaggio. Mi sveglia in piena notte con un messaggio sul cellulare per farmi ascoltare una fuga di Bach al pianoforte. Credo che in me, che ho tanti anni più di lui, veda una sorta di papà oltre che di amico. E la sua genialità e competenza si sono viste l’anno scorso al Tenco durante le mini jam session con gli ospiti che ha animato con i suoi interventi musicali, penso in particolare a quella con lo Stato Sociale che fu indimenticabile», ricorda Silva.
Quello del Tenco di quest’anno è un programma ricco di grandi artisti, da Vinicio Capossela a Daniele Silvestri (che avranno la Targa Tenco con Manuel Agnelli), da Gianna Nannini alle nuove leve come Rancore e Achille Lauro, Nina Zilli, Levante e Petra Magoni.
«Non temiamo il nuovo, lo cerchiamo – dice Silva – Abbiamo nel nostro statuto due compiti: portare in evidenza artisti internazionali fuori dai circuiti commerciali, e non dimenticherò mai quando portammo il mitico Tom Waits, e poi andare a caccia di nuovi talenti di valore. Anche quest’estate ho girato mezza Italia per il nostro cantiere, e ho trovato tanti giovani volenterosi e promettenti. Lo scenario attuale è ricco di spunti anche se non ha personalità che spiccano il volo. Noi speriamo sempre di trovare presto il nuovo Paolo Conte o il nuovo Vinicio Capossela. Se ci sono, statene certi, li scoveremo, siamo nati per questo. D’altronde quando ai miei tempi si diceva che eravamo giovani senza ideali, ed era il 1967, poi siamo stati capaci di fare il Sessantotto che musicalmente parlando ha lasciato il segno. Ogni generazione sa trovare la propria cifra musicale. Il Tenco è un valido aiuto, ha questo compito di vigile trampolino di lancio di cui va orgoglioso».

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