Il commento del questore di Como: «Lavoriamo con grande attenzione per comprendere il fenomeno».

isis-2Fermezza, cautela, ma anche la volontà di rassicurare subito tutti i residenti. Il rappresentante del governo nel Comasco e il capo della polizia di Stato non si sottraggono a commentare quello che sembra un ritorno al passato recente.
Il Comasco e, in questo caso il Canturino, si confermano terreno fertile per l’estremismo islamico.
Dalla criminalità organizzata agli aspiranti jihadisti per non dire terroristi, la tranquilla provincia di Como non si fa mancare proprio nulla. La tanta brava gente deve avere paura oggi a vivere qui?
«Eventuali presenze di carattere terroristico vengono costantemente poste sotto attenzione dalle forze di polizia – si limita a commentare il prefetto di Como, Bruno Corda – L’attività di intelligence continua costantemente, a 360 gradi, su tutti i fronti».
Dello stesso tenore il commento dell’altra autorità in materia di sicurezza, il questore di Como, Michelangelo Barbato.
«Si tratta di un fenomeno internazionale che va monitorato – dice Barbato dagli uffici di viale Roosevelt – per capire come nascono e si sviluppano queste problematiche».
«Certamente – aggiunge il capo della polizia comasca – per quanto riguarda il nostro territorio, a livello investigativo tutti sono al lavoro con la massima attenzione per capire le dimensioni del fenomeno».
Il miliziano canturino, il più giovane dei quaranta italiani che hanno abbracciato la Jihad e che sarebbero pronti a combattere con progetti sovversivi, coltivati nel segreto del fondamentalismo armato, sotto la bandiera nera dello Stato islamico, viene insomma seguito passo a passo.
I servizi segreti italiani, come ha scritto ieri “Repubblica” lo hanno intercettato e seguito a lungo, fino a tracciarne un preciso profilo: «Ha solidi rapporti con soggetti appartenenti all’organizzazione Isis, alcuni dei quali operanti sul web. Ha più volte manifestato l’intenzione di recarsi in Siria e di frequentare corsi di addestramento militare in Afghanistan». Viaggi soltanto virtuali, quindi, almeno al momento, fatti davanti allo schermo di un computer. Più misterioso l’identikit dell’altro comasco, residente sembra nel capoluogo. Ma i “servizi” seguono anche lui.

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