IL COMMENTO. Una poltrona provvisoria che val bene una messa

Si scrive Provincia, si legge consiglio regionale. La dura contrapposizione interna al Pd sulla candidatura alla presidenza di Villa Saporiti non si comprende se non dentro la cornice degli assetti futuri dell’organizzazione lariana dei Dem.
La legge di riforma costituzionale approvata in prima lettura al Senato qualche settimana fa prevede la cancellazione definitiva delle Province. Le elezioni del prossimo 12 ottobre sono quindi una di quelle paradossali anomalie tutte italiane per cui si va allo scontro al calor bianco su un incarico destinato a dissolversi nel giro di poco tempo.I più ottimisti parlano di fase «costituente» dei nuovi enti sovraccomunali. I più realisti non nascondono invece che se di fase si deve parlare, essa non può che essere «dissolvente».
Insomma, non si elegge il presidente della Provincia ma il liquidatore di una gloriosa e mai troppo amata istituzione.
Tuttavia, il vuoto a perdere di Villa Saporiti è molto più ambìto e appetito di quanto si possa credere.
E il motivo è semplice: in previsione futura, chi si metterà comodo sulla poltrona più alta di via Borgovico avrà – naturaliter – l’occasione per spiccare il volo verso il più solido (ed economicamente consistente) scranno del Pirellone.
Il Pd di Como, alla prossima tornata per la Regione, dovrà necessariamente cambiare il proprio rappresentante. Luca Gaffuri è infatti alla terza legislatura (seppure una sia stata breve) e lo Statuto del partito prevede due soli mandati consecutivi per ciascuno degli eletti.
Chi meglio del presidente della Provincia potrà giorcarsi, in quel momento, la carta della candidatura e della più che probabile scalata al consiglio regionale?
Il ragionamento è tanto semplice quanto logico. Ecco perché la gara attorno alla indicazione del successore di Leonardo Carioni si è trasformata, in casa Democratica, da una passeggiata di salute in una maratona nel Deserto del Gobi.
C’è chi azzarda un’ipotesi: si porta lo scontro tra i due attuali candidati a un punto di non ritorno per poi indicare la soluzione mediana. Una composizione tutta politica che favorisca magari uno degli esponenti dell’ala più vicina a Gaffuri (Luca) e all’ex premier Enrico Letta. Si accettano scommesse.
Dario Campione

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