Il Comune: «Pagate le tessere dell’autosilo». Dipendenti del Tribunale sul piede di guerra

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Il caso di via Auguadri
Nel pieno dell’estate esplode lo scontro sui 200 abbonamenti gratis

Altro che tempo di ferie e di relax. Rischia di innescarsi nel pieno dell’estate una delle vicende più delicate degli ultimi mesi con risvolti politici e sindacali che promettono di arrivare (se non l’hanno già fatto) anche a Roma. Il Comune di Como, al termine di un incontro fatto con il presidente del Tribunale Nicola Laudisio e la Procura della Repubblica, alla presenza del sindaco Mario Lucini, ha chiesto ai dipendenti amministrativi del palazzo di giustizia (110) e alla polizia giudiziaria

(una quarantina) di pagare le tessere per l’autosilo di via Auguadri che fino ad oggi erano state concesse gratuitamente.
Un esborso (a scelta) previsto con due piani tariffari – 35 euro al mese per 5 giorni alla settimana, oppure 40 euro per sei giornate – che non comprenderebbe i magistrati (una cinquantina di tessere) e che viene spiegato nelle lettere inviate ai dipendenti con «la necessità di stipulare l’apposita convenzione per il parcheggio» che mai, in tanti anni, fu realizzata. Mancanza che risale addirittura al 1996, quando l’allora Gst (Gestione Servizi Trasporti) il 19 dicembre scrisse di «pregiarsi di trasmettere» le 200 tessere ora finite al centro della bufera.
In attesa, evidentemente, che tra gli Enti (comune e ministero) venisse messo a punto un accordo-convenzione che mai arrivò alla stipula.
Ora, proprio la lettera spedita in queste ore – che contiene anche un termine ultimo di accettazione, previsto per il primo di ottobre, oltre il quale non verranno più attivate le tessere – ha acceso la miccia all’interno di un palazzo di giustizia già surriscaldato e non certo per motivi climatici. Tanto che ieri mattina i dipendenti amministrativi si sono riuniti al pianoterra del Tribunale per discutere con le Rsu interne dell’offerta formulata. L’intesa è però tutt’altro che vicina. Anzi, rischia di innescare uno stato di agitazione che sarà deciso nelle prossime ore e che verrà accompagnato da una lettera di risposta alle offerte del Comune. «Siamo andati noi a cercarci quelle carte che tutti dicevano non esserci – ha tuonato in assemblea Rita Calì, funzionario giudiziario in servizio in Procura e segretario provinciale della Confsal-Unsa giustizia – Fin dall’inizio del progetto, nel 1993, si parlò di 200 posti auto a disposizione esclusiva di magistrati e dipendenti nell’autosilo di via Auguadri, realizzato con i soldi del ministero da cui noi dipendiamo. La convenzione riguardava poi Comune e ministero stesso, e gli eventuali oneri di spesa spettavano a loro e non ai dipendenti».
Posizione sposata dal resto dell’assemblea. «Tra l’altro, sempre negli accordi che portarono al finanziamento dei 35 miliardi necessari alla realizzazione dei due piani aggiuntivi, era previsto che questi venissero realizzati ad uso esclusivo del palazzo di giustizia. Ma il Comune, lo stesso che oggi ci chiede di pagare le tessere, non ha mai adempiuto a questa clausola». A margine dell’assemblea è emerso che il contributo del ministero al Comune per i posti auto dei suoi dipendenti si sarebbe fermato tra il 2005 e il 2009. E questo, a detta dei presenti, presumibilmente in seguito alla mancanza di intesa tra i due Enti proprio su quella convenzione che ancora oggi manca. «La chiusura è chiara – hanno tuonato i dipendenti – Se manca la convenzione e il ministero non paga da anni, il problema non deve essere dei dipendenti ma di Comune di Como e ministero della Giustizia. E poi – ha concluso la Calì – abbiamo saputo di questo incontro di metà luglio, nel pieno delle ferie, un po’ per caso, senza che nessuno ci informasse. Quindi sono stati lesi anche i nostri diritti sindacali». La vicenda era nata mesi fa, quando il Corriere di Como parlò delle 200 tessere gratuite per parcheggiare all’autosilo di via Auguadri concesse ai dipendenti del Tribunale (150) e ai magistrati (50), senza che tuttavia vi fosse una convenzione a stabilirne i modi e i tempi dell’uso. Una storia che ora è tornata di attualità con lo scontro imminente tra comune e dipendenti del tribunale.

M.Pv.

Nella foto:
L’autosilo di via Auguadri, due piani del quale furono realizzati con i soldi del ministero che ne chiese l’uso esclusivo

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