Il Comune: «Nessun sopralluogo al palazzetto»

Il palazzetto dello sport di Muggiò (Como) in stato di abbandono.

Palazzetto di Muggiò, al degrado e all’incuria che da anni ormai affliggono la struttura si aggiunge anche il rimpallo di responsabilità sulla gestione. A Palazzo Cernezzi non è ancora chiaro, purtroppo, chi si debba occupare dell’impianto.
Alla richiesta, infatti, di poter effettuare un sopralluogo per verificare assieme all’assessore competente lo stato in cui versa non soltanto l’esterno ma anche l’interno del palazzetto, si è assistito a un assurdo rimpallo di responsabilità tra due assessori.
La questione che riguarda l’impianto di Muggiò corre sul filo che separa, ancora una volta, il settore dei Lavori pubblici da quello dello Sport. L’assessore Pierangelo Gervasoni, a capo delle Opere pubbliche, ha scaricato la richiesta sul collega dello Sport, Marco Galli.
Stessa scena replicata da quest’ultimo, che torna a ribadire come la competenza del settore sportivo e ambientale non ha nulla a che vedere con interventi strutturali o tecnici.
Copione identico a quello della piscina di Muggiò, che si trova proprio di fronte al palazzetto ammalorato: la questione è a cavallo dei due assessorati e ancora oggi non è chiaro a chi far riferimento. Un imbarazzate scaricabarile di un settore sull’altro, che lascia peraltro intuire una differenza di vedute tra i due assessori del capoluogo.
Alla richiesta dunque di effettuare un sopralluogo assieme all’amministrazione è arrivato un secco «No» da Palazzo Cernezzi, con una singolare motivazione: «Non ha senso entrare in un luogo chiuso dal 2013».
In modo sorprendente e curioso il Comune di Como si sostituisce così all’opinione pubblica. Decide di vietare l’ingresso e nega la possibilità di verificare le condizioni di una struttura (peraltro proprietà dei cittadini) in stato di abbandono da così tanto tempo. Mentre i due assessori di Palazzo Cernezzi cercano ancora di capire chi deve occuparsi della questione, la situazione del palazzetto, sette anni e mezzo dopo la chiusura per il rischio crolli, non è cambiata. Soltanto il degrado e l’incuria sono (evidentemente) avanzati.

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