Il Coni vuole tagliare le sedi periferiche per risparmiare sui costi

La rivoluzione – Oggi il Consiglio nazionale valuterà la proposta Petrucci. Marzorati: «Dobbiamo capire ancora tempi e modalità»
Il mondo dello sport anticipa quello della politica tagliando le sedi provinciali e i consiglieri. Questo almeno il progetto di riforma messo a segno dal presidente nazionale Gianni Petrucci e dal segretario generale, Raffaele Pagnozzi. Si vogliono chiudere 100 sedi provinciali e tagliare circa mille consiglieri per un risparmio stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro, mica bruscolini insomma. Il nuovo sistema verrà presentato domani al Consiglio nazionale e la chiusura delle sedi provinciali dovrebbe

essere uno dei primi passi messi in atto dal Comitato olimpico nazionale italiano. La prima reazione a questa rivoluzione è del canturino Pierluigi Marzorati, presidente regionale dello stesso Coni.
«Aspettiamo il Consiglio nazionale – spiega l’ex campione di basket – ma se da una parte si tratta di una proposta allineata con la situazione economica del Paese, dall’altra mi sembra impossibile pensare che dall’oggi al domani si possa gestire tutto lo sport da regionale. Vi sono realtà come quella lombarda estremamente complesse dal punto di vista sportivo», prosegue Marzorati.
Ma la manovra Petrucci-Pagnozzi anticipata ieri sui quotidiani nazionali con tanto di cifre non sembra lasciare scampo alle sedi provinciali. Anche perché i tagli annunciati sullo sport del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, potrebbero arrivare a 100 milioni di euro quest’anno, mentre con il piano Petrucci si potrebbero contenere tra i 50 e i 70 milioni.
«Aspetto di ascoltare i particolari dell’operazione, però credo che una simile rivoluzione non si possa compiere dall’oggi al domani», conclude il numero uno del Coni Lombardia.
Anche perché per lo sport olimpico non si tratta di un periodo qualunque. Mancano meno di 300 giorni ai Giochi dei cinque cerchi di Londra. E anche tutte le cariche federali sportive seguono il quadriennio olimpico.
Non da ultimo, inoltre, Roma è sempre tra le candidate per ospitare le Olimpiadi del 2020.
Il documento programmatico di Petrucci ieri è stato intanto approvato all’unanimità dalla giunta nazionale e ora passa all’esame del Consiglio.
In concreto sul Lario la soppressione del Coni provinciale significherebbe un problema di non poco conto per tutto lo sport. Il “palazzo del Coni” che fa parte del complesso dello stadio Sinigaglia ospita oggi infatti numerose federazioni. L’attività al momento prosegue nei comitati provinciali. Il prossimo 10 ottobre in via Badone, ad esempio, è in programma un importante convegno di cultura sportiva realizzato con docenti del Coni nazionale.

Paolo Annoni

Nella foto:
Una conferenza stampa alla sede del Coni di Como, che pare destinata alla chiusura

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