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Il Conservatorio senza spazi costretto a rinunciare agli studenti. Il direttore: «Dateci un teatro»

Il Conservatorio di Como – presto avrà accreditato nuovo corso di audiovisivi e sound design in convenzione con l’Università dell’Insubria – scoppia di salute e chiede spazio. Di recente, è stato costretto a dire no a 135 cantanti quest’anno, proprio per mancanza di spazi. «Abbiamo bisogno di un teatro, dateci un teatro» è l’appello alla città lanciato  durante la conferenza stampa di presentazione delle attività autunnali dal direttore Carlo Balzaretti.Il riferimento esplicito era al destino dell’ex Politeama, cineteatro che il Comune ha ereditato tredici anni fa. C’è un accordo tra Comune e Conservatorio siglato quest’anno per salvare la struttura dal degrado; il presidente dell’istituto musicale di via Cadorna Enzo Fiano spera di raccogliere entro due anni e mezzo i 4 milioni di euro necessari al restauro.«Il presidente si dice ottimista, è in anticipo sulla tabella di marcia nel reperimento fondi. Quest’estate – dice il direttore Balzaretti – ci sono state notizie non confermate di un destino del Politeama legato al mondo della moda, ma Comune e governance del Conservatorio confermano la volontà di dare la struttura al Conservatorio proprio per valorizzare la sua offerta formativa e i tanti spettacoli che riusciamo a produrre e a proporre alla città. Basti dire che il 20 ottobre riusciamo a proporre per la prima volta nella nostra storia due opere, ma in forma cameristica perché nel nostro auditorium in via Cadorna lo spazio posti è limitato. Sono due prove finali, da noi la produzione è sempre intimamente connessa con la didattica, è la concretizzazione di quello che si fa in classe».«Vi sono ipotesi di lavoro che prevedono un anno per la ricerca dei fondi», aveva sostenuto in aprile Fiano.«Gli spazi attuali della nostra struttura sono troppo piccoli. Svolgiamo molte attività, anche innovative; con la possibilità di poter utilizzare il Politeama potremmo attrarre più studenti, non soltanto del nostro Paese, ma anche stranieri. Penso in particolare alla Cina. Sarebbe un trampolino di lancio internazionale per Como e darebbe la possibilità di potenziare notevolmente la nostra offerta e di fare nuove produzioni e composizioni».

Redazione

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