Il consiglio comunale bacchetta l’assessore

Maggioranza e opposizione
«Troppo facile smarcarsi oggi dall’operato della giunta»
L’uscita del Gaddi candidato sindaco non ha convinto i suoi “nemici”, e questo era prevedibile, ma neppure chi gli dovrebbe essere amico quantomeno per una questione di partito. La prima stoccata viene dai banchi della maggioranza, dal capogruppo del Pdl a Palazzo Cernezzi, Claudio Corengia.
«Ci immaginavamo che Gaddi avrebbe utilizzato quest’arma – commenta – Io credo che tutta la giunta sia responsabile sia dei meriti sia dei demeriti di questa amministrazione. Se ha fatto l’assessore
per dieci anni, i risultati attuali e i problemi attuali sono anche suoi».
Decisamente più duro il commento del capogruppo del Carroccio, Giampiero Ajani. «Ma come si fa ad uscire con certe battute dopo aver fatto parte di una giunta e di un consiglio comunale per dieci anni? Adesso c’è la libera uscita di tutti, ma la gente non dimentica». Ajani commenta anche l’idea di portare il “sistema Villa Olmo” su altre opere.
«Sì, per fare altri buchi di bilancio? Abbiamo sommato il rosso accumulato in questi anni di mostre, si arriva a un milione e 200mila euro. Con quella cifra non avremmo risolto tutti i problemi di Como, ma forse avremmo sistemato qualche strada in più ed evitato di chiudere il nido di Lora. Ma attenzione, la Lega non è mai stata contraria alle mostre, crediamo solo che si potessero fare senza il rosso in bilancio».
Pasquale Buono, ex Pdl ora nel gruppo misto e vicino al Movimento per le Autonomie è deciso.
«Gaddi parla del modello Villa Olmo perché lui si è occupato solo di cultura in questi anni. Se si deve parlare di urbanistica o di servizi sociali non ha argomenti. Ora è facile criticare – aggiunge Buono – ma avrebbe potuto fare qualcosa dall’interno della giunta, smarcarsi ogni tanto. Io nel mio piccolo l’ho fatto in consiglio».
Caustico il commento di Donato Supino di Rifondazione, che parte con una battuta. «Quindi Gaddi non è responsabile, faceva solo da “palo” – dice – Qualcuno si dovrà pur prendere la responsabilità di un’amministrazione disastrosa. Gaddi fa il furbetto della situazione, ma le decisioni della giunta sono state sempre collegiali. Parlava di ecomostro, ma il muro sul lungolago è sempre stato nel progetto».
«Poi, scusate – commenta ancora Supino – Gaddi ora prende le distanze dall’operato della giunta, ma lui era anche assessore al Bilancio, una carica importante. Sulle mostre tecnicamente ha lavorato bene, ma la gestione finanziaria è stata superficiale. Non può fare il verginello ora».

A cura della redazione cronaca 

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