Il crac delle ferriere di Dongo: condannati due imputati

 

altAssolto invece l’ex presidente del consiglio di amministrazione

(m.pv.) Bancarotta semplice colposa e bancarotta preferenziale. Due ex amministratori e consiglieri delle ferriere di Dongo – l’Afl (ex Falck), lo storico ramo ghisa delle acciaierie dell’Altolago – sono stati condannati alla pena di un anno e sei mesi dal Collegio del tribunale di Como composto dal presidente Vittorio Anghileri e dai giudici a latere Gianluca Ortore e Carlo Cecchetti.
La decisione è giunta al termine del processo penale in cui il pubblico ministero Alessandra Bellù aveva

chiesto una pena di poco maggiore – due anni – ma per tutti e tre gli imputati, l’ultimo dei quali è invece stato assolto.
Condannati l’amministratore delegato di Afl (38 anni di Varese) e un consigliere della società (una 55enne di Induno Olona), mentre è stato assolto il presidente del Cda (un 60enne di Tremezzo).
I fatti fanno riferimento agli ultimi due anni (il 2007 e il 2008) che portarono poi al fallimento che porta come data il 23 marzo del 2009.
Due le accuse rivolte agli imputati dalla procura di Como.
La prima riguarda la gestione economico-finanziaria definita «non accorta», comportamenti che portarono – secondo la tesi del pm – ad aggravare «il dissesto della società» che avrebbe potuto essere evitato chiedendo «il fallimento nell’anno 2007». Cosa che non fu fatta nonostante «la chiusura dell’esercizio al 31 dicembre» di quell’anno che fece registrare una perdita di «726.201 euro che, congiuntamente alle perdite registrate negli esercizi precedenti» fecero «diminuire il capitale sociale per oltre un terzo».
Il secondo capo di imputazione ha invece riguardato quella che viene definita la «bancarotta preferenziale», che si concretizza pagando qualcuno dei creditori con una preferenza rispetto ad un’altro. E quel “qualcuno”, secondo il pubblico ministero, era nientemeno che «la società controllante Casti spa», che beneficiò di «pagamenti preferenziali a danno dei creditori». In particolare, ha sostenuto l’accusa, «approfittando della confusione tra la gestione finanziaria» della Afl e quella delle altre società del gruppo, «nonostante l’esistenza di creditori privilegiati per oltre 12 milioni di euro», nel corso dell’anno 2008 furono rimborsati «finanziamenti per un importo complessivo pari a 10 milioni e 124mila euro». Un passaggio che il Collegio del tribunale di Como ha ritenuto di condannare, almeno per due delle tre posizioni finite a processo, che hanno chiuso la loro vicenda giudiziaria con una condanna a un anno e mezzo di pena.
Nel corso dell’udienza preliminare si era costituito parte civile anche il Fallimento di Afl spa che è poi uscito dal processo dopo avere ottenuto il risarcimento.

Nella foto:
Doppia condanna e una assoluzione in tribunale a Como per la vicenda del fallimento delle ferriere di Dongo

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