Il dentista vero aiuta il dentista finto. Entrambi finiscono a processo

Per l’accusa il primo ospitava nello studio il secondo non abilitato alla professione
«Senta, non sarà un vero dentista, ma fa comunque bene il lavoro di cui ho bisogno e risparmio pure qualcosina». Potrebbe essere questo, parola più parola meno, lo stralcio della deposizione di un testimone. Perché in fondo, per i suoi clienti Eduardo Arcadio, 67 anni di Camerlata, il dentista lo sapeva fare e anche bene. Non la pensa però allo stesso modo la Procura di Como, che ha citato a giudizio l’uomo perché «forniva prestazioni continuative a carattere medico dentistico» senza però
avere il «necessario titolo abilitativo».
Un finto odontoiatra, dunque, che praticava in uno studio del centro, quello del dottor Libero Morandi (60enne di Como) in via Cattaneo. Una convivenza – quella tra i due – che ha finito per costare caro anche al vero dentista, il Morandi, finito anche lui nel fascicolo del pm con l’accusa di concorso nell’esercizio abusivo della professione in quanto avrebbe agevolato l’amico «pur nella consapevolezza – si legge nel decreto di citazione a giudizio – della sua condotta illecita».
La vicenda è stata portata alla ribalta dallo stesso ordine provinciale dei medici e odontoiatri di Como, che presentò un esposto per denunciare il caso.
La successiva ispezione dei Nas dei carabinieri – nel febbraio del 2010 – permise in effetti di trovare il finto dentista in una stanzetta dello studio tra fiale e anestetici. La coppia è finita così a processo di fronte al giudice monocratico. Diversa la posizione tenuta: il vero dentista ha infatti scelto il rito abbreviato, rimediando una condanna a tre mesi e 3 mila euro di risarcimento all’ordine che si è costituito parte civile (rappresentato in Tribunale dall’avvocato Arnaldo Giudici), mentre quello che per la Procura di Como è un finto odontoiatra ha scelto la via del dibattimento pubblico che è stato fissato per il prossimo 4 giugno.
Nessuno dei pazienti curati dal finto medico si è costituito parte civile. Anzi, come detto in precedenza, nessuno pare si sia lamentato di quel dentista che portava a termine i propri lavori senza arrecare danni e facendo pure risparmiare qualcosa.
Anche se, evidentemente, per la pubblica accusa senza i requisiti necessari per esercitare la professione di odontoiatra.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Nuova inchiesta che ha al centro dell’attenzione uno studio dentistico della città

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