La vicenda stadio, il documento: ecco tutti i rilievi formulati dal dirigente dell’ufficio tecnico del Comune al Calcio Como

Lo stadio Sinigaglia visto dal Monumento ai Caduti

Sei pagine, fitte di notazioni e di considerazioni, alcune delle quali al vetriolo: «appare più che evidente, ridondante e anche poco qualificante nel rispetto della pubblica amministrazione, che pervengano atti e documenti siffatti, ovvero mancanti delle linee basilari per procedere». Il parere negativo del dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Como sul progetto di campo sintetico proposto dal Como, è una sorta di requisitoria. Un bombardamento, al termine del quale restano soltanto macerie. Le obiezioni sono moltissime. «La documentazione è a sola firma di professionisti ingegneri – si legge nel testo – ma il bene è sottoposto a vincolo e come tale soggiace alla necessità e obbligo, nella redazione-approvazione del progetto, di prevedere la figura professionale di un architetto. La cogenza di un vincolo come quello in questione, prevede inoltre che ogni intervento sia preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. Parere che in questo caso è e rimane vincolante». L’assenza di questi pareri rende sostanzialmente inutile ogni richiesta di intervento. Ed è impossibile che i progettisti non lo sapessero, anche perché – si legge nel documento – «questa informazione era stata inviata». Ma poi, dal «quadro economico» non è possibile ricavare «alcuna valutazione in merito agli elementi presentati» e «non sono presenti o valutabili i costi necessari e le procedure da effettuarsi per i collaudi». Anche i costi delle opere, sulla base dei quali si dovrebbe procedere ad esempio allo scomputo di parte dell’affitto, sono stabiliti in modo «unilaterale» e non secondo i prezziari regionali o della Camera di Commercio. Per non parlare degli «evidenti errori, anche molto grossolani, di quantificazione. «Nell’intervento della sostituzione del manto del campo da naturale a sintetico, il raffronto fra il costo delle opere è rappresentato nel quadro economico per 498.543,28 euro, mentre la somma analitica delle voci del computo sulla medesima azione porta a una somma di euro 217.619,76. Nelle varie somme di questa azione mancano voci della differenza per 280.923,52 euro. Somme di cui non esiste evidenza alcuna. Anche e per assurdo verificando l’eventuale mancanza di qualche “zero” per refuso, non si giunge alla comunque alla specifica». Il parere si conclude in modo inequivocabile: «risulta impossibile prevedere e dare contezza della congruità economica per costi e voci inesistenti, non motivate e, qualora esistenti valutate con la sola e unica discrezionalità del richiedente, senza riferimenti a prezzi stabiliti dalle norme o listini, e perlopiù espresse “a corpo”». E dire che l’intervento resta comunque indispensabile perché il “Sinigaglia” – lo ammette lo stesso ufficio tecnico – è un «bene» da «preservare», stante la «situazione emergenziale derivata da una manutenzione ordinaria latente». Come dire: negli ultimi anni nessuno si è occupato dello stadio come avrebbe dovuto.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.