Il dolore e le lacrime degli amici sotto shock

Sul luogo della tragedia anche la mamma e il papà
Quando si sono accorti che per Valerio non c’era più nulla da fare i tre amici che ieri mattina erano in gruppo con lui si sono seduti a terra, a lato della strada, sotto shock. Con lo sguardo abbassato, le ginocchia strette al petto e con la testa fra le mani si sono chiusi in un silenzio che parlava da sé.
Solo quando ha visto arrivare i propri genitori uno di loro si è lasciato consolare dall’abbraccio della mamma e si è lasciato andare a un pianto dirotto. Il suo viso rigato di lacrime esprimeva un dolore troppo grande da sopportare. Il dolore per un amico, per un compagno di gare e di allenamento che si era spento poco prima, a pochi metri di distanza, per una destino troppo crudele.
Anche i genitori di Valerio hanno raggiunto via Monte Rosa, la strada dove il giovane ciclista ha perso la vita. Sul luogo dell’incidente sono inoltre arrivati, sgomenti e silenziosi, gli allenatori e lo staff dirigenziale del Club Ciclistico Canturino. Tanto, troppo il dolore da sopportare per la perdita di quel ragazzino che solo pochi metri prima si era fermato con i compagni per bere un sorso d’acqua prima di ripartire alla volta di Cantù, verso la sede della società. Una tragica fatalità però ha voluto che a strappare il giovane ciclista alla vita e ai suoi cari sia stata proprio la sua amata bicicletta, quella su cui, per tanti anni, ha raggiunto podi e traguardi.

Laura Omodei

Nella foto:
Valerio Zeffin

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