Il dramma della piccola Marisol. Patteggia il ragazzo di Ronago

Due anni e mezzo di pena a chi causò l’incidente mortale
Due anni e mezzo di patteggiamento (nel limite della sospensione condizionale della pena per un ragazzo sotto i 21 anni) e tre anni di sospensione della patente.
L’assicurazione aveva già provveduto in precedenza a risarcire le vittime. Si è chiusa così, nell’udienza preliminare di ieri mattina in tribunale a Como – giudice Alessandro Bianchi – la triste vicenda dell’incidente stradale avvenuto il 17 agosto 2010 a Gironico e che costò la vita a una giovane mamma, Maria Soraya, che nel

lasciare la propria vita nei minuti successivi all’incidente, riuscì a dare alla luce – grazie ai medici del 118 – la bambina che portava in grembo, poi chiamata dal padre Marisol Soraya.
A processo, con l’accusa di omicidio colposo e lesioni gravissime alla piccola neonata, è finito il giovane di 18 anni che, al volante di una Daewoo Matiz, si schiantò contro la Volkswagen Golf condotta dal compagno di Soraya.
Gli avvocati dell’imputato – i legali Livia Zanetti (del foro di Como) e Salvatore Rosania (di Avellino) – avevano raggiunto un accordo con la procura (pubblico ministero Massimo Astori) per un patteggiamento a due anni, non ratificato però dal giudice Bianchi che ha ritenuto la pena non congrua.
Da qui il nuovo patteggiamento a 2 anni e mezzo, ovvero il limite della sospensione condizionale della pena per chi non ha ancora raggiunto i 21 anni. Inoltre, la patente al giovane è stata sospesa per tre anni. L’assicurazione ha invece risarcito il padre, la piccola e anche i quattro ragazzi che erano a bordo dell’auto condotta dal 18enne residente a Ronago. L’incidente avvenne alle 21.30 del 17 agosto 2010, lungo un rettilineo che unisce Gironico a Montano, in un tratto dove il limite di velocità è 50 chilometri orari. Qui, in una curva verso destra – lo schianto avvenne, secondo quanto ricostruito dai consulenti della Procura, ad una velocità di 85 chilometri orari – il conducente della Daewoo perse il controllo dell’auto che, invadendo la corsia opposta, fini con lo scontrarsi violentemente contro la Golf condotta da Rosario Lunetta, compagno di Soraya in attesa di una bambina e ormai al nono mese di gravidanza. La giovane mamma, di appena 21 anni, riuscì ad uscire dalle lamiere, perdendo però subito conoscenza. L’immediato intervento del 118 permise a due eroici soccorritori, giunti con l’ambulanza, di salvare almeno la bambina che venne fatta nascere sul posto per evitare un ulteriore dramma. La piccola rimase per ben 51 giorni in ospedale.
Ma quel giorno, a rimanere feriti, furono anche il papà – 13 giorni di prognosi – e i quattro ragazzi che si trovavano a bordo della Daewoo del 18enne che aveva ritirato la patente da soli 55 giorni. Gli amici riportarono un totale di 100 giorni di prognosi.
Una vicenda triste che sconvolse l’intera Italia, che si appassionò alla storia d’amore della madre che in punto di morte – grazie all’aiuto di due angeli custodi quali i soccorritori del 118 – riuscì comunque a dare la vita alla propria creatura che teneva in grembo. Ora, dopo quindici mesi, la questione penale si è chiusa con il patteggiamento del giovane imputato.

Mauro Peverelli

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