Cronaca

Il fallimento

Calcio La sconfitta ai rigori a Bolzano è una bocciatura sotto ogni profilo
Una bocciatura sotto ogni profilo. La sconfitta ai rigori domenica scorsa a Bolzano contro l’Alto Adige (4-3 il punteggio finale per i sudtirolesi), che ha sancito la fine anticipata del campionato degli azzurri, segna indelebilmente, in maniera negativa, il percorso del club. E le ripercussioni potrebbe essere pesanti.Strategia sbagliata
Nel mirino di tanti tifosi e appassionati c’è mister Giovanni Colella. Di riflesso anche la società che un anno fa ha deciso di confermarlo dopo la conquista della salvezza all’ultima giornata con la vittoria a Carpi.
L’allenatore ha da tempo spiegato quella che era la sua strategia: schierare formazioni con seconde linee nelle ultime giornate di campionato per tutelare i giocatori più forti da infortuni e squalifiche.
«Faremo i conti alla fine – ha sempre detto Colella – tireremo le somme e vedremo chi avrà avuto ragione». Una frase ribadita anche dopo le sconfitte a Carrara e in casa con il Pavia al termine della regular season.
Il finale dice che il Como a Bolzano è stato superato ai rigori dopo una prova scialba, dove lo 0-0 dei tempi regolamentari e dei supplementari stava stretto all’Alto Adige.
Nel momento decisivo, insomma, quello su cui era stato basato il lavoro, la squadra è mancata.
Il mister in bilico
Giovanni Colella ha un altro anno di contratto e ha annunciato che in settimana si vedrà con i dirigenti per fare il punto e per capire le loro intenzioni.
Qualche settimana prima del termine del campionato il presidente Pietro Porro aveva detto che per lui la conferma del tecnico era da considerare scontata.
Dopo un finale così, però, è normale fare una riflessione su quella che sarà la guida per la prossima stagione e la conferma – anche con una piazza che dà molte colpe al tecnico – non è più da considerare così automatica.
Potenzialità inespresse
Il Como, del resto, aveva grande considerazione da parte di tutti gli addetti ai lavori e ai playoff e anche se la squadra era giunta ottava nella regular season, in molti giudicavano i lariani come l’outsider più ostico per le prime, soprattutto per i suoi uomini d’attacco (difficile trovare in categoria gente esperta e prolifica come Defendi, Perna, Lenoci, Altinier), senza dimenticare elementi esperti come Ardito o giovani promettenti.
E va anche ricordato – lo hanno fatto spesso dirigenti e staff tecnico – che contro le prime della classe gli azzurri erano in vantaggio negli scontri diretti. Insomma, nell’ambiente c’era un certo diffuso ottimismo che alla prova dei fatti si è rivelato quantomeno inopportuno.
Società, i dubbi
A margine del campionato è logico che nel mirino finisca anche la dirigenza azzurra. Prima di tutto per la scelta di puntare su Giovanni Colella, che alla fine non è stata premiata dai risultati.
Ma nel corso della stagione ci sono stati eventi, alcuni chiariti altri un po’ meno, che hanno sollevato perplessità.
Per esempio non è mai stata spiegata la fine del rapporto con Mauro Gibellini, il direttore sportivo che con Giovanni Dolci ha costruito la rosa della squadra e che nel corso della stagione è stato accantonato.
Paolo Viganò, che la scorsa estate era arrivato dall’Inter come direttore generale, non riveste più questo ruolo e ora è rimasto come consulente nei rapporti con gli sponsor. Eppure doveva essere la persona attorno a cui ridisegnare l’organigramma.
Tra le vicende che non sono piaciute, a prescindere dal fatto che poi il club ne sia comunque uscito, c’è quella dell’albergo del ritiro della scorsa estate, che a un certo punto si è lamentato per il mancato pagamento delle camere. Poi c’è stata una pace un po’ sceneggiata allo stadio Sinigaglia e la conferma della stessa location per il prossimo ritiro.
Poche settimane fa si è vista poi la vicenda del punto tolto e poi restituito per gli stipendi che sono stati pagati in extremis. La società, e gliene va dato atto, ha dimostrato che tutto è stato fatto nei termini e che il problema era stato della banca. Ma certo è che quel pagamento fatto in volata, comunque a poche ore dal termine, un campanello d’allarme l’ha fatto suonare.
Le scelte
Di conseguenza i riflettori ora si spostano su quelle che saranno le strategie del club, dal punto di vista tecnico, prima di tutto, ma anche più in generale su quella che si configurerà come gestione di una società in cui gli scricchiolii nel corso dell’anno non sono mancati. In attesa di vedere come e quali saranno i puntelli.

Massimo Moscardi

Nella foto:
A testa bassa
Per Mister Giovanni Colella e il presidente Pietro Porro (nella foto) sono momenti amari, visto che alla vigilia dei playoff c’erano grandi aspettative sulla squadra. E invece sul campo dell’Alto Adige è arrivata l’eliminazione nel primo incontro a opera dei padroni di casa che comunque, a detta di chi ha visto la gara, hanno meritato il passaggio del turno
13 Mag 2014

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