Il festival “LacMus” domani a Villa Balbianello

Villa Balbianello

I magici giardini di Villa Balbianello a Tremezzina riaprono i loro cancelli per un nuovo appuntamento con LacMus, domani martedì 13 luglio alle ore 21. Raffinatissimo il programma di questa serata, intitolata Twilight at Balbianello e affidata al violinista americano di origine russa Philippe Quint e al pianista argentino José Gallardo: da Debussy a Bartok, per arrivare a Piazzolla, il pubblico potrà ascoltare una preziosa selezione di capolavori per violino e pianoforte dei maggiori autori del Novecento.

Il concerto ha inizio con la Sonata di Debussy, che appartiene agli ultimi anni della vita del compositore. Il maestro francese aveva pensato di comporre un ciclo di sei sonate per diversi strumenti, ma riuscì a completarne solo tre, nel periodo 1914-1918. Lo scoppio della guerra gettò un’ombra sinistra sul compositore, già provato dalla malattia che lo avrebbe portato alla morte, dalla crisi in cui versava il suo matrimonio e da una situazione finanziaria disperata. La Sonata richiese dunque a Debussy uno sforzo tormentato e prolungato e vide la luce nel maggio del 1917. L’autore scriveva: «Ho finalmente concluso la Sonata per violino e pianoforte … per una contraddizione del tutto umana, essa sprigiona movimento e allegria. Diffidate d’ora in avanti delle opere che paiono librarsi al settimo cielo, spesso imputridite nelle tenebre di una mente in pena».

Solo tre sono le composizioni che Sergey Prokofiev dedicò al duo violino-pianoforte, fra cui spicca la Sonata No. 2op. 94a, in realtà una trascrizione da una pagina originariamente destinata al flauto.

Nel settembre 1942 l’autore, sfollato in Asia centrale e intento a comporre le musiche per il film Ivan il Terribile di Ejzenštejn, mise mano alla Sonata per flauto e pianoforte op. 94, completata nel 1943 al rientro a Mosca. Il grande David Ojstrakh, presente alla prima esecuzione, insistette per ricavarne una versione per violino e trascrisse egli stesso diversi passi particolarmente delicati, sottoponendoli all’autore. La parte del pianoforte non venne invece modificata, e l’opera fu presentata l’anno seguente al Conservatorio di Mosca, entrando poi stabilmente nel repertorio dei violinisti.

Allo stesso periodo storico appartiene anche il Tango che Stravinskij compose nel 1940, a circa un anno dal trasferimento negli Stati Uniti. Il brano fu scritto a Hollywood e fa parte delle composizioni nate per esigenze strettamente economiche. Di genere e stile diversi dal tango scritto per l’Histoire du soldat, è caratterizzato da una leggerezza e amabilità che lo avvicinano in certo modo alla musica di George Gershwin. Questa pagina rappresenta bene l’eclettismo tipico di Stravinskij, che nella sua lunga carriera esplorò linguaggi molto diversi e che può essere a ragione definito come il più camaleontico dei grandi autori del Novecento.

Emblematica della ricerca sulla musica popolare ungherese, che fu uno dei cardini dell’attività di

Béla Bartók, è la sua Rapsodia n. 1, nata nel 1928 insieme alla sua gemella, la n. 2, e dedicata al famoso violinista e connazionale József Szigeti, con cui Bartók si esibì occasionalmente. Ambedue le rapsodie ebbero buona fortuna, tanto che il compositore volle trascriverle anche per violino e orchestra. Il patrimonio musicale della sua terra diventa qui per Bartók la via per svincolarsi dall’eredità tardo-romantica e creare un linguaggio nuovo e personale.

Il concerto termina con un omaggio a Piazzolla per i cento anni dalla nascita: i due interpreti eseguiranno Le Grand Tango, un ampio brano in un unico movimento composto nel 1982, in cui sono riconoscibili ritmi argentini fortemente accentati e domina una carica allegra e ottimistica.

Gli artisti

Più volte insignito del premio Grammy, Philippe Quint è stato definito dal BBC Music Magazine come “fenomenale”, per l’opulenza del suo suono, che ricorda il leggendario Fritz Kreisler. Nato a San Pietroburgo, ha studiato a Mosca con Andrei Korsakov e si è poi stabilito negli Stati Uniti, dove si è laureato alla Juilliard School. Fra i suoi maestri, Isaac Stern e Itzhak Perlman. Quint è invitato nelle sale più importanti del mondo, dal Gewandhaus di Lipsia alla Carnegie Hall di New York, e ha all’attivo numerose registrazioni, fra cui un sorprendente cd che raccoglie arrangiamenti originali di canzoni di Charlie Chaplin. Dal disco è stato poi tratto uno show multimediale di successo, Charlie Chaplin’s Smile. Philippe Quint suona un prezioso Stradivari “Ruby” del 1708 grazie al supporto della Fondazione Stradivari.

Nato in Argentina, José Gallardo è uno dei pianisti più quotati a livello internazionale nel repertorio cameristico. Ha iniziato a studiare pianoforte a Buenos Aires, per poi laurearsi in Germania; ad ispirare il suo amore per la musica da camera sono stati gli incontri con Menahem Pressler, Alfonso Montecino, Karl-Heinz Kammerling, Sergiu Celibidache, Rosalyn Tureck. Fra i suoi partner si contano Gidon Kremer, Vilde Frang, Barnabás Kelemen, Janusz Wawrowski, Nicolas Altstaedt, Julius Berger, Miklós Perényi, Maximilian Hornung. Dal 2008 insegna presso il Leopold Mozart Centre dell’Università di Augusta, in Germania e, insieme a Andreas Ottensamer, è il direttore artistico del festival di musica da camera Bürgenstock a Lucerna.

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